Ricordando l’11 settembre. Da Bloomberg a Springsteen

11 settembre 2001. LifeGate ricorda questa data con una scelta di pensieri di intellettuali, politici, giornalisti, artisti.

“È difficile ripensare alla tragedia dell’11 settembre, ma il
modo in cui ne siamo usciti ci deve rendere orgogliosi. Non
dimenticheremo mai la devastazione dell’area che è diventata nota
come Ground Zero. Però è venuto il momento di chiamare quei
sedici acri di terreno per quello che sono: il World Trade Center e
il National September 11 Memorial and Museum”.
Michael Bloomberg, sindaco di New York, 2011

 

“È un evento che ha cambiato per sempre la vita di questa
città. Una tragedia che ha marchiato a fuoco e per sempre il
nostro Paese. Ogni anno, in questo giorno, noi siamo tutti
newyorkesi”.
Barack Obama, 11 settembre 2009

 

“A nome del popolo tibetano desidero trasmettere le nostre
condoglianze più sentite e la più profonda
solidarietà al popolo americano. Le nostre preghiere sono
indirizzate ai molti che hanno perso la vita, a coloro che sono
stati feriti e ai molti di più che sono stati traumatizzati
da questo atto di violenza senza senso”.
Dalai Lama, lettera al Presidente George W. Bush, 2001

 

“A coloro che sostengono che la nostra città non sarà
più la stessa, dico che hanno ragione. Sarà migliore,
infatti. In questo momento comprendiamo più chiaramente
perché gente di tutto il mondo desidera venire a New York e
in America, capiamo perché lo hanno sempre desiderato e
perché continueranno a desiderarlo. Queste ragioni si
chiamano libertà, uguale protezione sotto la legge, rispetto
per la vita umana, promessa di un’opportunità”.
Rudolph Giuliani, discorso pronunciato
da sindaco di New York durante la veglia
di preghiera allo Yankee Stadium, 23 settembre 2001

 

“Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare noi. Innanzitutto
non facendo più finta che tutto è come prima, che
possiamo continuare a vivere vigliaccamente una vita normale. Con
quel che sta succedendo nel mondo la nostra vita non può,
non deve, essere normale. Di questa normalità dovremmo avere
vergogna”.
Tiziano Terzani, Lettere contro la guerra, 2004

 

“Un conto è dar la caccia a un manipolo di fanatici sui
monti dell’Afghanistan o per i meandri di Gaza e Baghdad.
Tutt’altra cosa è invece arginare, guarire dal fanatismo.
Per parte mia non ho alcuna specifica competenza nel campo della
caccia, ma serbo qualche pensiero sulla natura del fanatismo e sui
modi per ammansirlo, se non redimerlo. L’attacco all’America
dell’11 settembre non è classificabile tout court come uno
scontro fra povertà e ricchezza”.
Amos Oz, Contro il fanatismo, 2004

 

“Che qualcuno abbia, nei giorni scorsi, pronunciato parole
inopportune sulla superiorità della cultura occidentale,
sarebbe un fatto secondario. Quello che non è secondario, e
che deve preoccupare un poco tutti, politici, leader religiosi,
educatori, è che certe espressioni, o addirittura interi e
appassionati articoli che in qualche modo le hanno legittimate,
diventino materia di discussione generale, occupino la mente dei
giovani, e magari li inducano a conclusioni passionali dettate
dall’emozione del momento”.
Umberto Eco, 5 ottobre 2001

 

“Per la prima volta nella sua storia l’America ha visto la
guerra entrare nelle sue metropoli, nelle sue strade e nei suoi
grattacieli, nei suoi centri istituzionali, e seminare strage nella
sua popolazione civile. È un evento epocale, tanto
imprevisto nelle sue modalità quanto imprevedibile e
incommensurabile nelle sue conseguenze politiche e militari”
Luigi Pintor

 

“Mi sono svegliato stamattina
Respiravo appena
Solo un’impressione di vuoto
dal letto in cui hai sempre dormito
Vorrei un bacio dalle tue labbra
Un occhio per un occhio
Mi sono svegliato stamattina, sopra di me un cielo
vuoto”
Bruce Springsteen, ‘Empty Sky’, 2002

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