Ridurre le emissioni, aumentare la coscienza

L’utilizzo corretto dell’energia e la conseguente riduzione delle emissioni passa anche attraverso ognuno di noi e ai nostri gesti quotidiani.

Ogni nostra azione, così come la realizzazione di ogni
prodotto, è legata a una produzione di energia che a sua
volta produce anidride carbonica e quindi ha un impatto
sull’ambiente
.

Un utilizzo razionale ed efficiente delle risorse energetiche
passerà dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica, dalle
politiche energetiche internazionali, nazionali e locali ma,
soprattutto, dalla cultura e dal comportamento della popolazione,
perché le nostre scelte possono influenzare il consumo di
energia.
Come esempio di risparmio energetico prendiamo in esame la
possibilità di spegnere nell’arco di un anno tutti gli
apparecchi che in casa hanno la funzione di stand-by (indichiamo
tra parentesi il loro consumo medio kW/anno) di: Tv (48), Pc (43),
stampante (15), miniaspirapolvere (6), spazzolino da denti
elettrico (2), stereo (5), videoregistratore (61), fax segreteria
(114).
Però possiamo spingerci oltre e ridurre anche i consumi
energetici dovuti ai nostri trasporti semplicemente attuando i
seguenti piccoli accorgimenti:
– fra le vetture più adatte alle nostre esigenze scegliere
quella con il più basso consumo di carburante;
– pianificare bene gli itinerari;
– una leggera sotto gonfiatura dei pneumatici provoca un super
consumo di carburante (2 o 3%);
– il portapacchi può farci sprecare in città il 2% di
carburante e, nei percorsi extraurbani, fino al 20%;
– una guida “aggressiva”, cioè con l’acceleratore premuto a
fondo, e una strada con molte curve sono elementi poco compatibili
con la sicurezza e con il consumo di carburante, che può
anche aumentare del 50%;
– l’utilizzo del climatizzatore fa aumentare i consumi del 15% (a
70 Km/h) e del 22% (a 50 Km/h).

La risposta dell’Italia ai problemi energetici
Con l’adesione alla “Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti
Climatici”
e al “Protocollo di Kyoto” l’Italia ha scelto di schierarsi
con il gruppo di Paesi più impegnati nella questione
energetico-ambientale assumendo come strumento legislativo la
delibera del Cipe 137/98, che pone obiettivi
intermedi per la riduzione delle emissioni di gas serra.
L’obiettivo italiano, è quello di ridurre le emissioni,
entro il 2010, del 6,5% rispetto al 1990 (circa 100 milioni di
tonnellate di anidride carbonica equivalente).

Purtroppo in Italia, nel periodo di riferimento 1990/2000 le
emissioni di gas serra sono cresciute del 5,5 soprattutto a causa
dell’aumento dei consumi per i trasporti (+20%).
A fronte di questo incremento è stata introdotta una
proposta di revisione della delibera del Cipe 137/98: “Revisione delle linee guida per le politiche e
misure nazionali di riduzione delle emissioni di gas serra (legge
120/2002)”
, che mantenendo fermo l’obiettivo generale ha
ridefinito tempistiche e strumenti, ponendo particolare enfasi sul
commercio dei permessi di emissioni e su programmi nazionali di
forestazione e riforestazione.

I governi dovrebbero capire che: la ricerca della “riduzione”
dell’impatto, l’obiettivo di raggiungere un target, l’indicazione
del tempo entro cui raggiungerlo e l’applicazione di sistemi di
monitoraggio e di penalizzazione nel caso l’obiettivo non venga
raggiunto sono strumenti fondamentali nelle politiche di
sostenibilità; che una strategia di riduzione può
essere messa in pratica e può raggiungere risultati concreti
nel giro di poco tempo. Una volta fatto ciò, il contributo
del rinnovabile risulterà allora veramente
importante.

 

Tomaso Scotti

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