Rio+20 e green economy. L’esempio di Gucci

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Si terrà in concomitanza della
Conferenza Internazionale sullo Sviluppo Sostenibile
di Rio
l’incontro “Changing the world through fashion”, promosso dalla
Nordic Fashion Association, all’interno del RIO+20 Corporate
Sustainability Forum.

Al convegno parteciperà Gucci,
uno dei marchi della moda più conosciuti al mondo e uno dei
brand che sta investendo con più convinzione su
sostenibilità ambientale e responsabilità sociale
d’impresa e
green economy
.

“I valori che da sempre fanno parte del DNA di Gucci – afferma
Rossella Ravagli, Gucci CSR & Sustainability
Manager
– quali l’impegno a mantenere la promessa del
Made in Italy, la qualità assoluta delle materie prime e dei
prodotti finiti, si accompagnano ad un atteggiamento responsabile
verso le persone, l’ambiente e il territorio”.

L’impegno dell’azienda nasce già dal 2004 quando
volontariamente avvia un processo di certificazione di tutta la
filiera produttiva, coinvolgendo la sede di Firenze, i negozi e
l’intera catena di artigiani e piccole maestranze che lavorano con
il marchio da generazioni, a garanzia di qualità e
tecnica.

Più recente è l’adesione alle campagne
promosse da Greenpeace
“Amazzonia arrosto” e “Amazzonia
che macello” che mirano a fermare la deforestazione dei polmoni
verdi brasiliani a favore degli allevamenti bovini, oltre che a
rifiutare di acquistare pelli bovine provenienti da allevamenti
illegali.

Nel 2010 il marchio fiorentino ottiene la certificazione ambientale
ISO 14001 e avvia un programma di iniziative eco-friendly per la
progressiva riduzione dell’impatto delle attività
dell’azienda sull’ambiente. Una su tutte la creazione di un nuovo
packaging realizzato con carta certificata FSC (Forest Stewardship
Council) e riciclabile al 100%.

“Gucci – conclude Rossella Ravagli – intende in questo modo
consolidare il proprio impegno, contribuendo alla diffusione di
buone pratiche, integrandole con esperienze di partecipazione allo
sviluppo economico, culturale, sociale ed ambientale. La sfida
futura va nella direzione di un maggior impegno nella
tracciabilità e nell’ulteriore ricerca di materiali
innovativi”.

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