Ristrutturazioni eco, l’incentivo sale al 65 per cento

Prorogati per decreto sgravi e bonus per l’ecoefficienza, che ora salgono al 65 per cento, e per l’edilizia al 50 per cento. Documenti, fatture e scadenze.

Sei mesi di tempo in più per progettare e realizzare
nuovi lavori in casa, con uno sconto fiscale molto più
generoso e ampio. Sia il bonus del 50% sulle ristrutturazioni, che
quello del 65 per cento sul miglioramento dell’efficienza energetica degli
immobili dureranno fino alla fine dell’anno. Poi lasceranno il
posto a un regime “ordinario” ancora da definirsi.

Il decreto legge appena licenziato dal Consiglio dei
ministri
proroga dunque la durata di queste detrazioni,
una delle mosse più intelligenti delle ultime legislature
per efficienza energetica, emersione del lavoro nero, risparmi
economici per le famiglie. Durata che si sdoppia: proroga di 6 mesi
per i privati cittadini, di un anno per i condomini.

 

L’agevolazione per chi effettua nell’abitazione lavori
che determinano un risparmio energetico
passa dal
50% al 65%
, dal primo luglio prossimo, fino al 31
dicembre. Rispetto al bonus attuale (valido ancora per gli
interventi effettuati e pagati entro il 30 giugno) non riceveranno
più incentivi l’installazione di pompe di calore, di
impianti geotermici, la sostituzione di scaldacqua tradizionali con
quelli a pompa di calore. L’agevolazione vale ancora per le caldaie
a condensazione, per gli impianti di climatizzazione, per
l’isolamento delle pareti, la coibentazione dei sottotetti,
l’installazione di finestre e infissi che aumentano l’efficienza
energetica dell’abitazione, per i pannelli solari per acqua
calda.

 

Via libera anche per il bonus edilizia al
50%
, prorogato di sei mesi. Ci sarà un’agevolazione
anche per i mobili compresi nella muratura – ad esempio cucine,
lavandini, cabine armadio, ma non letti, comodini né
elettrodomestici. Il bonus è stato confermato fino a una
spesa di 96 mila euro. Il limite è annuale per singola
abitazione. La detrazione si spalma su dieci anni in altrettante
rate che il Fisco rimborserà.

Per ottenere i benefici fiscali le spese vanno fatte entro
il 31 dicembre di quest’anno
. I pagamenti devono essere
tracciabili, tramite bonifici bancari e postali. Sarà
sufficiente presentare una fattura e pagare con un bonifico che
indichi la causale specifica, il codice fiscale di chi paga e la
partita Iva o il codice fiscale di chi viene pagato. Se l’immobile
in questione passa di proprietà nei dieci anni successivi
è consentito a chi vende di mantenere il vantaggio fiscale
per sé. Rientrano nell’agevolazione del 50% i lavori di
manutenzione ordinaria, straordinaria , restauro e risanamento,
ristrutturazione edilizia e urbanistica. Sono inclusi i lavori
necessari a seguito di un evento sismico. Possono ottenere il bonus
anche la costruzione di un garage, l’installazione di impianti di
domotica, la rimozione di barriere architettoniche, gli impianti di
sicurezza e gli antifurti, le cassaforti, i lavori che abbattono
l’inquinamento acustico, le bonifiche dall’amianto.

Beneficiari dell’agevolazione
sono il proprietario o chi
detiene la semplice nuda proprietà o l’usufrutto, ma anche
di chi è in affitto o in comodato, o il familiare convivente
del possessore.

 

La detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie
vale anche per i mobili connessi
, per i quali spetta per
un importo massimo di 10.000 euro. I beneficiari di questo
vantaggio sono gli stessi dunque che ottengono il bonus principale
per la ristrutturazione. Non sono compresi gli elettrodomestici ma
solo gli arredi connessi all’immobile oggetto dell’intervento.
Anche questa agevolazione vale fino al 31 dicembre di quest’anno e
viene spalmata su dieci anni in rate di valore costante. Per
poterla ottenere, il pagamento deve essere realizzato attraverso un
bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del
versamento, il codice fiscale di chi sostiene la spesa per
l’acquisto degli arredi, e la partita Iva di chi riceve il
pagamento. È offerta la possibilità al beneficiario
di ristrutturare più case allo stesso tempo e di ottenere
più bonus per ciascuno degli immobili ristrutturati per i
quali abbia comprato i mobili.

La proroga dell’ecobonus per l’efficienza energetica e
degli sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie

costerà 200 milioni l’anno. Un provvedimento non irrilevante
in termini di costo per l’Erario coperto con interventi di
razionalizzazione delle aliquote Iva su alcuni prodotti.

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