Rock Files Today – 03 Febbraio – La fine del Winter Dance Party Tour

Oggi, 3 Febbraio 1959 Mason City, Iowa A poche miglia dall’aeroporto della cittadina dell’Iowa un piccolo aeroplano si schianta al suolo. Nessun superstite. A bordo viaggiano tre musicisti che il giorno dopo si sarebbero dovuti esibire al Winter Dance Party Tour.


Oggi, 3 Febbraio 1959
Mason City, Iowa
È da poco passata l’1 di notte quando, a poche miglia
dall’aeroporto della cittadina dell’Iowa dal quale era decollato
qualche minuto prima, un piccolo aeroplano Beechraft Bonanza si
schianta al suolo. Nessun superstite.
A bordo del veivolo, oltre al pilota, viaggiano tre musicisti che
il giorno dopo si sarebbero dovuti esibire a Fargo, nel Nord
Dakota, per la data successiva di un festival rock itinerante
chiamato Winter Dance Party Tour. I tre artisti sono un ex deejay
texano, Jiles Perry Richardson detto The Big Bopper, un giovane
californiano di origine messicana, Ricardo Valenzuela noto con il
nome d’arte di Ritchie Valens, e Charles Hardin Halley meglio
conosciuto come Buddy Holly, stella di prima grandezza nel panorama
musicale di quegli anni.
La tragedia, la prima nella storia del rock ‘n’ roll, colpisce
così tanto l’immaginario degli appassionati che oggi, 3
febbraio 1959, diventa per tutti «the day the music
died», il giorno in cui è morta la musica.
E’ un destino beffardo quello che si accanisce sulle tre giovani
rockstar.
Buddy Holly e due membri della sua band (Tommy Allsup e Waylon
Jennings, futuro eroe della country music), stanchi per il concerto
appena tenuto a Clear Lake, non hanno alcun voglia di intraprendere
quel lungo e faticoso viaggio notturno in pullman. Loro, il Nord
Dakota – tappa successiva del tour – lo avrebbero raggiunto su un
piccolo velivolo a noleggio. Poco prima della partenza,
però, Allsup e Jennings sono costretti a cedere i loro posti
sull’aereo alle altre due attrazioni del Winter Dance Party Tour.
Big Bopper, raffreddato e febbricitante, non è
obbiettivamente in grado di sobbarcarsi uno spostamento così
lungo sullo sgangherato bus messo a disposizione dagli
organizzatori che ha l’impianto di riscaldamento guasto. Ne
andrebbe della sua salute. Waylon Jennings gli cede il posto mentre
Allsup perde il suo giocandoselo a testa e croce con il 17enne
Valens.
Le tempeste del Midwest, già di per sé terrificanti,
possono diventare un ostacolo insormontabile per un pilota d’aereo
poco avvezzo nel lottare al buio, contro neve e vento. Così,
l’ultimo volo dell’inesperto aviatore Roger Peterson dura poco
più di cinque minuti: l’aereo si schianta in un campo poco
lontano dalla pista di decollo.
Se, durante la bufera, a bordo del Beetchcraft Bonanza Buddy Holly,
Richie Valens e Big Bopper maledicono un destino crudele, anche
Waylon Jennings, futura superstar della country music, non
smetterà mai di maledire quel giorno e quella frase detta al
suo amico Buddy Holly. “Ricordo l’ultima volta che ho visto Buddy”,
racconta.
“Mi ha chiesto di andargli a comprare degli hot dog. Si dondolava
su una sedia appoggiandosi al muro e mi prendeva in giro. Mi ha
detto, scherzando: “Allora, è vero che non vieni con noi
sull’aereo? Sai cosa ti dico? Ho la sensazione che il tuo autobus
si trasformerà in un ghiacciolo: ci sono 40 gradi sottozero,
e tu, come minimo, ti beccherai una polmonite”. Allora, quasi per
sfidarlo, gli ho risposto: “Beh, amico… spero che il tuo aereo si
schianti”.

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