Rock Files Today – 10 Gennaio – Howlin’ Wolf

Oggi, 10 gennaio 1976 – Hines, IllinoisAll’ospedale locale muore per tumore Chester Arthur Burnett, 65 anni, conosciuto come Howlin’ Wolf…


Oggi, 10 gennaio 1976
Hines, Illinois
All’ospedale locale muore per tumore Chester Arthur Burnett, 65
anni, conosciuto come Howlin’ Wolf, uno dei più grandi
interpreti di blues di tutti i tempi.
Con i suoi due metri di altezza e un fisico imponente (pesava 136
chili) Wolf è personaggio che incute timore anche senza
cantare.
Ma quando lo fa, la sua voce, definita da qualcuno “il suono di un
asfaltatore della strada”, riesce a terrorizzare. Il soprannome di
Howlin’ Wolf, lupo ululante, gli è stato dato dal nonno che
da bambino gli raccontava paurose storie di lupi che sarebbero
venuti a prenderselo se non si fosse comportato bene.
Aveva cominciato la carriera musicale alla fine della seconda
guerra mondiale, alternando la professione di dj a quella di
musicista. Rifiutato dalla Sun Records di Sam Phillips, l’uomo che
avrebbe lanciato Elvis Presley, Howlin’ Wolf debutta nel 1951 per
la Chess Records, trasferendosi definitivamente a Chicago, la terra
promessa di quei bluesmen che amavano sperimentare con le nuove
sonorità elettriche. Insieme a Muddy Waters, Wolf diventa
il simbolo di questo nuovo modo di intendere il blues.
Grandissimo cantante e provetto armonicista, per lui, a differenza
di tanti suoi colleghi, è subito successo, e lo sarà
per tutta la carriera: brani come Little Red Rooster, Smoke Stack
Lightning, Spoonful, Back Door Man e I Ain’t Superstitious non solo
vanno in vetta alle classifiche R&B, ma vengono reincisi da
molti dei gruppi rock che vanno per la maggiore tra i ragazzi
bianchi degli anni 60, quali Cream, Rolling Stones e Doors.
Nonostante i proventi dei suoi dischi gli permettessero di
godersela, Howlin’ Wolf ha condotto una vita senza eccessi: era
famoso per guidare una banale station wagon invece di qualche
lussuosa fuoriserie.
Secondo quanto si racconta, la sua tomba, nel cimitero di Hillside,
sarebbe stata costruita con i soldi di uno dei suoi più
grandi fan, Eric Clapton: la grande pietra tombale raffigura una
chitarra e un’armonica.

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