Rock Files Today – 21 Marzo – U2

Oggi, 21 marzo 1987 Dublino Ai Windmill Lane Studios si fa festa. Uscito il 9 marzo il quinto album in studio degli U2, la rock band più amata nel mondo…


Oggi, 21 marzo 1987
Dublino
Ai Windmill Lane Studios si fa festa.
Uscito il 9 marzo, quindi neanche due settimane fa, il quinto
album in studio degli U2, la rock band irlandese più amata
nel mondo, è già al primo posto in classifica:
è il più veloce best seller della storia della
discografia britannica.
Il disco si chiama The Joshua Tree e, dalla foto di copertina
dell’olandese Anton Corbjin al fantastico set di canzoni che
include, tra le altre, Where The Streets Have No Name, I Still
Haven’t Found What I’m Looking For e il formidabile singolo With Or
Without You, diventa il lavoro più ambizioso e significativo
dell’intera carriera di Bono e compagni.
Frutto della sofisticata produzione della premiata ditta “Brian Eno
& Daniel Lanois”, The Joshua Tree è anche la sintesi
perfetta tra l’antipatia che gli U2 provano nei confronti della
politica imperialista statunitense e la sconfinata passione che
invece hanno per le radici artistico/musicali e per i suggestivi
territori del sudovest nordamericano.
“Quello che sento per l’America”, dichiara Bono, “è un
misto d’amore e di rabbia. Ma so che Miles Davis e Bob Dylan, Janis
Joplin e Jimi Hendrix, i grandi bluesmen e i cantanti gospel, gli
spazi aperti e i grandi scrittori e poeti non mi permetterebbero
mai questa dicotomia. Perché l’America mi ha dato molto
più di quanto potrò restituirle”.
Non a caso, il progetto prende forma a seguito di un lungo tour
americano degli U2 nel corso del quale, spesso, Bono si trova con
l’amico Keith Richards a suonare country, blues o altre musiche
tipicamente “made in Usa” alternandole a classici dei suoi idoli
rock come Bob Dylan o Patti Smith.
Testi e musiche di The Joshua Tree raccontano un paesaggio mitico,
dal fascino misterioso: lande deserte, praterie sconfinate, mura
cittadine che crollano. Davvero sembra di aver a che fare
più con un film che un disco.
“L’idea di realizzare un album cinematografico dove ogni canzone
rievochi un luogo fisico è emersa in una delle prime
discussioni con Brian Eno” ha aggiunto The Edge. “Il paesaggio del
sudovest americano e il deserto sono diventati temi ricorrenti. Non
avevamo ancora chiari il tono e la tessitura della musica.
Così, ci siamo basati su alcuni spunti, presi qua e
là perché, all’inizio, non avevamo scritto nessuna
canzone per intero. Abbiamo cominciato a dar forma alle nostre idee
grezze, attraverso la sperimentazione. I progressi sono avvenuti a
singhiozzi; ci siamo affidati più all’istinto che alla
tecnica”.
Dopo aver vinto due Grammy nel 1988, The Joshua Tree ha venduto nel
tempo oltre 25 milioni di copie.

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