Rock Files Today – 29 maggio – Jeff Buckley

Oggi, 29 Maggio 1997. Memphis, Tennessee. Nel tardo pomeriggio, mentre sta atterrando l’aereo che porta i suoi musicisti nella città che negli anni 50 è stata l’indiscussa capitale del Rock ‘n’ Roll, Jeff Buckley…


Oggi, 29 Maggio 1997.
Memphis, Tennessee. Nel tardo pomeriggio, mentre sta atterrando
l’aereo che porta i suoi musicisti nella città che negli
anni 50 è stata l’indiscussa capitale del Rock ‘n’ Roll,
Jeff Buckley esce con un amico di nome Keith Foti. E’ a Memphis per
registrare il suo secondo album, il seguito del celebratissimo
Grace.

Indossa stivaletti neri e una t-shirt con la scritta “Altamont”,
macabro souvenir del celebre festival rock svoltosi in un autodromo
del Nord California nel dicembre 1969. Buckley e Foti si stanno
dirigendo verso lo studio di registrazione, ma si perdono. Jeff,
allora, ha l’idea di “andare giù al fiume”.

Poco dopo le 9 di sera, Buckley si immerge nel Wolf River, un
affluente del Mississippi, nei pressi del porto fluviale.
C’è dello sporco sulla riva e perciò decide di non
togliersi gli scarponcini. Entra in acqua cantando Whole Lotta
Love, l’epocale inno rock firmato Led Zeppelin.

Il passaggio di un rimorchiatore crea pericolosi movimenti
ondosi.
Foti, che è rimasto sulla riva, sposta la radio portatile
perché non venga bagnata.

È un attimo.

Quando guarda nuovamente verso il largo, non vede più il
suo amico.
Lo chiama ripetutamente. Nessuna risposta.
Il vortice creato dal rimorchiatore trascina Buckley sul fondo.
Il suo corpo è appesantito dalle chiavi che colleziona – ne
porta 43 nella tasca dei pantaloni – e dagli scarponcini che,
riempitisi d’acqua, si pensa gli abbiano impedito di
riemergere.

Il 30 maggio 1997, il giorno dopo la scomparsa di Jeff, sua
madre Mary Guibert ammette che non ci sono più speranze di
recuperare in vita il figlio. Il cadavere viene ritrovato solo il 4
giugno, avvistato da una barca di passaggio. Secondo l’autopsia,
Jeff è morto per “annegamento senza ferite”.

Nel suo sangue non vengono ritrovate tracce di droga, né
una quantità significativa di alcol. È stata una
disgrazia. Jeff Buckley aveva 31 anni.

22 anni prima, il 29 giugno del 1975, suo padre (il folksinger
Tim Buckley) era morto per overdose di eroina: i due si erano
incontrati solo tre volte, proprio pochi mesi prima che Tim
morisse, quando Jeff aveva 8 anni.

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