Romane Bonavia: copritemi di cover

Interessante l’invito lanciato sulle onde di LifeGate Radio: se canti da solista o hai un gruppo e hai inciso la tua versione di un brano celebre, inviala. Noi sceglieremo le migliori.

Prima di vedere “come”, vediamo con l’autrice francese
di “cosa” si tratta. Innanzitutto, Romane, cos’è una cover?
Sono imitazioni, copie o furti?

No, c’è cover e cover. Le cover sono interpretazioni di
grandi canzoni. Non copie, né tantomeno furti.

Noi le intendiamo come reinterpretazioni personali: si ama una
canzone famosa, bella, e la si sceglie come base per un brano
originale, ma non per rifare la stessa cosa! Ci si aggiunge
talento, carattere, spirito, per rileggerla in chiave acustica,
rock… in chiave “tua”!

Non chiediamo di imitare, bensì di tirar fuori
ciò che si ha dentro: se sei rock, perché non cantare
Mina in chiave rock, o perché no i Guns ‘N Roses in chiave
soul, jazz? Questo è ciò di cui sono in cerca, da
sempre, per il mio programma.

 

Per suscitare cosa?

Sorpresa. La sorpresa di riconoscere quella canzone, a cui
s’aggiunge quella di scoprirla con un nuovo arrangiamento, una
nuova veste.

 

Che differenza c’è con i remix?

(Cambia il tono di voce) Mah… Innanzitutto, spesso
i remix si suonano in un ambiente che non corrisponde a quello
della nostra radio. Di solito sono dance, pop, elettro, house –
musica da discoteca, che io rispetto ma non è quello che
cerchiamo in LifeGate Radio. Poi, nel remix prendi una base, la
voce originale, ma la spezzetti, la campioni… è talento lo
stesso, è arte lo stesso, è musica lo stesso. Ma in
una cover le voci e gli strumenti vengono ricreati: è
più artigianale.

 

Come una che ho sentito in CoverVille di recente –
un’inaudita versione orchestrale di ‘The Eye of The Tiger’ (tratta
da Rocky) introdotta da dialoghi francesi, l’hai pescata non so
come dalla colonna sonora di Persepolis…

…E sai chi la canta?

 

No.

Chiara Mastroianni!

 

Ma… canta in inglese!?

Eccola qua! Quella che hai provato adesso è proprio la
sensazione che ricerco. Quando trovi il pezzo che ti fa fare “wow”,
quella è una soddisfazione enorme. Nella creazione di
CoverVille, ed è quattro anni che lo faccio, la parte della
ricerca è quella più profonda, più oscura. Tra
centinaia di migliaia di cover, eccola lì quella che si fa
notare. Ma per trovarne una bella, quante ne hai ascoltate…

 

Ecco allora anche l’idea di aprire questo nuovo
filone, di chiedere agli ascoltatori, ai gruppi emergenti, ai
giovani cantanti la “loro” cover.

Sì. E mi piacerebbe ricevere tante cover di canzoni
italiane. Faccio fatica a trovare cover italiane di quella
qualità, un po’ spettinate, che le ascolti e ti “partono” i
capelli. Se la musica fosse vento, quella che scelgo è
quella che mi ha spettinato.

 

Sembra un consiglio da insider per chi sta
decidendo se mandarti una canzone. Per essere scelta e trasmessa in
radio, o addirittura diventare la sigla del programma, quale ha
più chance?

Io voglio essere sorpresa.

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