Sacro e profano della fitoterapia

Il mondo vegetale ha sempre avuto un ruolo importante nella vita dell’uomo. La stessa arte e scienza della fitoterapia ha radici antichissime e ancora oggi viene usata anche come base per farmaci di sintesi.

Le piante sono state utilizzate oltre che come nutrimento,
bevanda, fonte di calore, riparo, vestiario, utensili, colori e per
rappresentare il rapporto con il divino, anche come le prime
“medicine” che l’uomo ha utilizzato contro il dolore e ogni
malessere. Prima con l’esperienza diretta e l’osservazione degli
animali mentre cercavano particolari erbe contro le quali
strofinare le ferite oppure mentre le mangiavano in preda a malori,
poi in modo sempre più razionale e scientifico. Non a caso
tutti i primi scritti di medicina fanno riferimento allo studio
dell’utilizzo delle piante, per le loro azioni medicamentose e
curative.

La fitoterapia, ha anche consentito all’industria chimica
farmaceutica di fare nell’ultimo secolo passi enormi, proprio
perché i principi attivi delle piante sono di riferimento
per i propri prodotti di sintesi, perché le sue molecole
sono simili a quelle del corpo umano.

Le piante sono gli unici organismi viventi che hanno il “potere” di
trasformare l’energia solare in sostanze organiche nutritive per
l’uomo e per gli animali. Ecco perché, in tutte le
religioni, il Paradiso è rappresentato con piante rigogliose
e verdeggianti e sono considerate all’origine di tutto, anche
della…medicina!

Le differenze “tecniche” tra un farmaco di sintesi e uno
naturale

La chimica farmaceutica cerca di individuare e di estrarre solo il
“principio attivo” della pianta responsabile dell’effetto curativo
(es.la morfina dall’oppio), la fitoterapia usa tutte le sostanze
presenti nella parte della pianta (droga vegetale) da usare come
medicamento (fitocomplesso). Nel fitocomplesso, sono quindi
presenti, oltre al principio attivo, anche sostanze inerti e
sostanze che regolano l’attività farmacologica, che ne
favoriscono l’assorbimento e ne potenziano anche le azioni
medicamentose.
Con un unico rimedio fitoterapico, quindi, è possibile
curare più patologie, senza dover assumere più
farmaci nella stessa giornata.

Fitoterapia e medicina ufficiale
Le differenze tra il diverso uso della pianta a fini curativi,
portano erroneamente a credere che la fitoterapia (anche per molti
medici!) sia una medicina alternativa. In realtà la
fitoterapia si pone da sempre come un ramo della medicina anche
ufficiale. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità
promuove l’uso terapeutico della fitoterapia ad ogni livello, anche
perché consente un uso di lunga durata grazie alla minore
tossicità.

In Italia, considerazioni di ordine sociale, politico e finanziario
influenzano moltissimo ogni tentativo di dare piena dignità
sanitaria alla fitoterapia.
In questi giorni fitoterapeuti e naturopati si stanno battendo,
però, per mantenere la libertà e i diritti dei
cittadini di non doversi curare solo con i farmaci di sintesi
chimica industriale e per l’integrità, l’indipendenza delle
loro professioni.

Gabriele Bettoschi

 

 

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