Saggezze dell’Umanità in linguaggio braille

Una spettacolare mostra fotografica che unisce le culture e l’umanit

Il risultato è spettacolare e significativo. Ciò che emerge è la ricchezza delle diverse culture del mondo che si intrecciano tra loro senza conoscere confini. “Siamo un’unica famiglia che ha un’unica casa”, afferma Olivier Föllmi. L’intento della mostra è di testimoniare l’armonia che unisce gli uomini, al fine di confutare la convinzione che sia la violenza a predominare nel mondo.

Nella suggestiva scenografia milanese, all’aperto e sotto gli occhi di tutti, spiccano le 100 gigantografie (180 x 120 cm) illuminate individualmente di notte, corredate da 100 testi a testimoniare il pensiero di oltre 40 dei più influenti e importanti saggi di ieri e di oggi. Alcune citazioni, tramandate solo oralmente, provengono dal patrimonio culturale di diversi popoli. Martin Luter King, Nelson Mandela, Mahatma Gandhi, Sua Santità il XIV Dalai Lama, Krishnamurti…ma anche Louis Armstrong: “Ciò che suoniamo è la vita” – citazione accompagnata dall”immagine di due bambini africani che vivono in perfetta armonia con la natura – è un piccolo esempio legato alla mostra.

 

La collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano ha dato l’opportunità ai non vedenti di condividere l’evento favorendo l’incontro e la comunicazione tra vedenti e non vedenti: 100 testi in braille sono installati sotto ogni gigantografia. Tutte le fotografie trasmettono una pace infinita, un’armonia di fondo evocata da paesaggi meravigliosi, contrasti di colori, immagini, espressioni di uomini, donne, soprattutto vecchi e bambini…in una varietà e una ricchezza di infinita bellezza.

L’essenza del progetto è sintetizzato in una semplice frase: “Tutte le culture del mondo hanno un’anima universale”. Ed è proprio per dimostrare questa universalità, che le fotografie e i testi collegati sono alternati nella mostra senza criterio di provenienza, in modo da dare allo spettatore l’immediata percezione che i valori culturali e umani sono gli stessi per tutti gli uomini.

Strutturata all’interno di un progetto mondiale presentato da ANUA (Associazione per la Natura, l’Uomo e l’Ambiente) e ATRIUM (Comunicazione e ambiente), la mostra di Milano è solo la prima tappa nel 2005 che si concluderà nel 2010 e farà conoscere 6 grandi culture nel mondo: l’India e la sua area d’influenza, l’Africa nera, l’America Latina, l’Estremo Oriente, il Grande Medio Oriente e infine l’Europa e i suoi prolungamenti.

Olivier Föllmi fotoreporter di nazionalità franco-svizzera, deve la sua fama al magico legame tra paesaggi e personaggi con cui le sue foto catturano l’anima. Con grande sensibilità si oppone alla violenza attraverso il suo mestiere di fotografo, valorizzando l’armonia che unisce gli uomini. La moglie, Danielle Pons Föllmi dopo aver trascorso l’infanzia in vari paesi dell’America latina e aver esercitato la professione di medico in tre continenti, ha deciso di adottare ancora un più ampio approccio umano e perseguire oggi la sua ricerca umanistica presso i popoli che abbracciano i valori della compassione, della non violenza, dell’interdipendenza e della pace.

Da vent’anni l’Himalaya ispira e guida la vita di Olivier e Danielle Föllmi: da questo luogo ha avuto origine il loro desiderio di partire alla volta dei villaggi di tutto il mondo, per incontrare uomini che insegnassero e condividessero con loro altre “chiavi di vita”.

 

A cura di Sonia Tarantola

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Mostra fotografica in esterno a Milano, tra Via Dante e Piazza Cordusio.Dal 16 Settembre al 24 Dicembre 2005, aperta 24 ore su 24