Salute della colonna vertebrale

Considerata nella cultura orientale l’albero della vita, da essa hanno origine i nervi che portano la stimolazione a tutti gli organi interni oltre che ai muscoli e agli arti.

Il corretto funzionamento di tutto l’organismo dipende dalla
colonna vertebrale composta da 33 o 34 vertebre alternate a dischi
intervertebrali, di forma e dimensioni diverse, secondo la
posizione che occupano. Quelle lombari e sacrali sono le più
grosse per fornire una base stabile di distribuzione del peso. La
colonna è caratterizzata da quattro curve fisiologiche di
grande importanza, con funzione ammortizzatrice e di protezione per
il midollo spinale, il cervello e gli altri organi vitali.

Con l’attività dolce si può comprendere l’importanza
di avere una colonna vertebrale flessibile e allineata, ma non
diritta. L’assenza delle curvature può tradursi in dolori
cronici e processi di assottigliamento dei corpi vertebrali e dei
dischi. In tal caso la colonna perde flessibilità e i
movimenti diventano rigidi e limitati, scaricando con fatica il
peso del cranio e l’azione della forza di gravità.

La parte muscolare comprende muscoli superficiali lunghi ai lati
della colonna che hanno un ruolo dinamico, e muscoli profondi corti
con funzione statica.
L’azione posturale è svolta dai muscoli profondi e
più corti, normalmente dimenticati nel fitness, che tende a
sviluppare la muscolatura superficiale già cronicamente
contratta e tesa.
L’approccio dolce tende a riequilibrare l’azione di questi muscoli:
rafforzare la muscolatura profonda perché deficiente, e
favorire la distensione di quella superficiale per ottenere
eleganza e fluidità nei gesti quotidiani.

I nostri stati emotivi si riflettono in posizioni e atteggiamenti
della colonna vertebrale. Classico è l’esempio delle spalle
contratte e sollevate per proteggersi, il tratto lombare
eccessivamente inarcato a riflettere una posizione infantile, il
collo rigido e il torace bloccato. Ammorbidendo queste parti, sedi
privilegiate di somatizzazioni, si possono avere anche cambiamenti
in diversi piani della vita affettiva.

Maria Luisa Tettamanzi

 

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