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SANA 2002, Talk show – L’agricoltura biologica: l’Italia prima in Europa

Talk Show sull’agricoltura biologica. Conduce Piero Marrazzo, giornalista di Mi manda RaiTre, in un’ampia sala convegni, con il ministro Gianni Alemanno…

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Gianni Alemanno ha esordito con moderazione: “Il successo
dell’agricoltura biologica (a oggi, il 6% dei terreni agricoli in
Italia sono coltivati a bio) è una questione di diritto di
scelta. Non possiamo dire che il 6% dell’agricoltura è buona
e il restante è cattiva. Noi ci impegneremo affinché
quel 6% cresca sia perché è un’agricoltura di
qualità, ma anche perché è parte di un
sacrosanto diritto di scelta, da garantire”.

Alfonso Pecoraro Scanio ha parlato di controlli sui
produttori bio: “Abbiamo l’esigenza di un controllo forte…
più un settore cresce, più si rischiano
contraffazioni, è normale. Abbiamo bisogno di maggiori
controlli? Mah, forse possiamo pensare a controllare i controllori.
Possiamo pensare a insediare un meccanismo in cui gli stessi attori
del bio abbiano l’interesse a difendersi dai produttori scorretti.
Si parla anche di distretti, di territorializzazione… come sul
tipico… potrebbe essere utile creare ‘distretti biologici’, ampie
zone di terreno tutto bio – così da non correre il rischio
che subito fuori vi siano culture transgeniche…

Luca Marcora, responsabile Margherita per l’agricoltura, ha
introdotto la polemica sulla campagna diffamatoria a cui i prodotti
bio sono stati sottoposti quest’estate: “Le indagini dei NAS hanno
riscontrato difformità a quanto indicato in etichetta
intorno all’1%… Bassissima percentuale. E allora perché
s’è gridato alla truffa? C’è stata una campagna
diffamatoria (applauso a scena aperta) in particolare di un
settimanale… a luglio, su risultati dei controlli a tappeto dei
NAS che in realtà mostravano una percentuale di
irregolarità minima, a, c’è stata una campagna
diffamatoria.

E qui il ministro Alemanno ha ribadito: “Anche io ho avuto
la sensazione di una campagna diffamatoria… 76mila controlli non
sono poca cosa, mentre il numero dei casi scoperti è
irrisorio, una percentuale fisiologica… anzi, qualche caso
bidognava scoprirlo, sennò voleva dire che i controlli non
funzionano. Pero quest’estate e partita a freddo questa campagna,
con titoli di giornaqli come “il bio taroccato”. Ho voluto
verificare personalmente come la campagna ha avuto inizio: dai fax
sono uscite tre-quattro agenzie che non avevano una notizia ma
avevano raccolto alcuni dati sulle indagini dei NAS – e gli stessi
NAS non sapevano a di questo “biologico taroccato”… C’è
una certa tendenza autoflagellatoria, e una certa tendenza ad
appiattire per far pensare che il biologico è come tutto il
resto. E questo è nocivo, perché incide sul pieno
diritto alla libertà di scelta(applauso )”.

Sul da farsi, Alemanno ha proseguito: “Le cose da fare sono
da un lato la delega dal Parlamento per la nuova legislazione
dell’agricoltura biologica; una parte fondamentale sarà su
controlli e sanzioni; occorre un diretto aggancio tra regioni e
Ministero, controllare i controllori, così come è
fondamentale lavorare sull’idea dei ‘distretti biologici’, devono
esserci condizioni ambientali dove il terreno sia garantito, non
come oggi che ogni azienda si ritaglia il suo pezzettino di
biologico. Insieme a questo, con un nuovo Dlgs (e occorre lo sforzo
dell’intero Parlamento), io lancerei una campagna a favore del bio,
con questo messaggio: controlli piu chiari e garanzie: ora
potete scegliere
(un altro applauso ).

Insomma un talk show che ha fatto emergere un sostegno unanime
all’agricoltura biologica. Fulco Pratesi ha ricordato il
legame tra l’uso della chimica nei campi, i danni all’ambiente e
alla salute dei contadini (“la maggior parte dei tumori a vescica e
fegato è alle persone che vivono in campagna… L’ingresso
di queste sostanze ha comportato malattie… L’agricoltura
biologica e un primo passo per un rapporto diverso tra uomo e
ambiente, e siccome è agricolo il 70% del terra italiana,
l’ambiente non potrà che avvantaggiarsene”). L’assessore
regionale Tampieri ha ricordato che “l’educazione si fa a scuola,
sul territorio… Ecco la via italiana alla qualità… E
c’è la necessità della ricerca, perché
l’agricoltura biologica è scienza, non è passato”.
Luca Marcora ha riconosciuto che “abbiamo un ministro che punta sul
cavallo giusto, un consenso bipartisan su questi valori”. E, al
termine, un inusuale duetto in un clima di amicizia tra Alemanno e
Pecoraro Scanio, in perfetta armonia sugli obiettivi
dell’agricoltura biologica contenuti nei Dpef, con riconoscimenti
reciproci sulla validità del lavoro svolto al
Ministero…

Da segnalare solo ancora la risposta finale di Alemanno a una
domanda sugli Ogm. “Il transgenico è una realtà
diversificata – ha riconosciuto il ministro – un conto è la
ricerca, un conto è l’alimentazione… Il grave problema
è il campo aperto, dove è impossibile confinare
l’Ogm. Dobbiamo essere estremamente prudenti e attenti. Se noi
abolissimo i nostri divieti di coltivare Ogm entreremmo in una
situazione di non ritorno che metterebbe a rischio le nostre
coltivazioni. Non vogliamo trovarci tra cinque anni che tutta
l’Italia è transgenica! È un problema di fondo,
culturale, e nessuno vuol fare un clamoroso autogoal. Interessante,
in questa fase, che ora il mondo dell’agricoltura riesce a
individuare obbiettivi convergenti, forse anche a causa di una
lunga trascuranza nei decenni passati… ora c’è una forte
comunanza d’intenti. L’agricoltura porta e diffonde molti valori:
uno di questi è anche la difesa dell’ambiente. Un altro
valore è la ricerca: molte tecniche sperimentate
nell’agricoltura biologica possono poi essere, se si dimostrano
efficaci, trasferite verso l’agricoltura convenzionale, aiutando a
ridurre l’impatto sull’ambiente… Non ci sarebbe la bella Italia
se non ci fosse il valore dell’agricoltura. E l’agricoltura
biologica è il vertice di questo incontro tra agricoltura e
ambiente”.

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