Scacco matto al rumore

Anare il frastuono dei jet in decollo, del traffico cittadino o di chi parla al telefonino? Grazie a nuove invenzioni questi obiettivi sono ora più vicini

Il sogno di molti è poter lasciare aperte le finestre di casa senza essere in balìa del frastuono del traffico o magari, per chi abita vicino a un aeroporto, poter lasciare alle spalle il rumore di un jet in decollo. Ora, grazie ad un lavoro di ricerca del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) questi sogni potrebbero diventare realtà.

I ricercatori informano che, dopo cinque anni di studi e ricerche, sono stati in grado di mettere a punto un sistema elettronico capace di registrare le frequenze del rumore inquinante e di generare delle “contro-onde” che anino l’effetto delle prime. Lo strumento è quasi pronto per la commercializzazione e si pensa a un costo decisamente contenuto visto che si tratta di un apparecchio elettronico abbastanza semplice, dotato di piccoli altoparlanti da collocare vicino alle imposte.

In Italia, fino ad oggi, il rumore è la fonte di inquinamento che ha ricevuto la minore attenzione, pur essendo cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni. In tutte le maggiori città si registra un tasso di inquinamento acustico medio ben al di sopra dei 65 decibel stabiliti come limite massimo sopportabile durante le ore diurne.

E’ allo studio, per le aree abitate vicino agli aeroporti, un prototipo di “lampione” capace di rifrangere il rumore su un raggio di alcune decine di metri.

Invece per sconfiggere il traffico automobilistico, che è la maggiore causa dell’inquinamento acustico cittadino, sono allo studio altre soluzioni. Per esempio si stanno testando particolari tipi di gomma per la produzione di pneumatici meno rumorosi visto che, i progressi meccanici nella costruzione dei veicoli, fanno si che oggi una macchina alla velocità di 60 Km all’ora produca più rumore dal contatto asfalto-gomma che dal motore. Allo stesso tempo si cerca il modo di ridurre i costi per la commercializzazione di asfalti fono-assorbenti, testati per abbattere il rumore dei veicoli di ben 10 decibel.

E non finisce qui: si stanno testando intonaci al poliuretano capaci di assorbire i suoni e insonorizzare gli ambienti di casa, telefonini capaci di leggere le labbra per poter parlare senza dover alzare la voce anche in ambienti rumorosi e sistemi per ridurre lo stridio emesso dalle rotaie già usati sui tram di ultimissima generazione.

Speriamo che tutte queste ricerche si concludano con risultati positivi e soprattutto che ci sia la possibilità di testarne un effetto vero e “udibile” al più presto.

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