Scenari da fantascienza

Meccanismi di adeguamento ai cambiamenti naturali richiedono lunghi decenni, pertanto

Perché cambiare atteggiamento verso l’ambiente e la natura? Perché se non cambiamo noi, cambierà la natura. E se cambia la natura si può spezzare quel sottile equilibrio che ci garantisce la sopravvivenza e il benessere su questo pianeta.

Siamo noi che abbiamo bisogno della natura nella sua espressione attuale, con le sue caratteristiche climatiche, la qualità degli elementi acqua e aria, e probabilmente anche il dna di piante e animali formatasi in milioni di anni. Non è la natura che ha bisogno di un nostro atteggiamento consapevole e intelligente, perché essa continua comunque a esistere, con o senza l’attuale biodiversità – tra cui l’essere umano – con o senza la bellezza magica di alberi secolari e animali selvatici.

Certo, l’essere umano riesce ad adeguarsi ai cambiamenti, ma solo se l’organismo ha sufficientemente tempo per attivare nuovi meccanismi di difesa. I gas serra, i residui di metalli nel suolo e nelle acque, l’accumulo continuo di sostanze pericolose non smaltibili come rifiuti radioattivi, il dilagarsi di forme di vita geneticamente modificate, sono tutti fenomeni nuovi; vi si adatterà il nostro organismo?

Un atteggiamento ecologico non è un atto di magnanimità verso la natura, ma è segno di rispetto e
amore verso la nostra stessa vita. La natura può anche continuare con acque luride in cui sguazzano le pantegane, con un’aria che favorisce il proliferare degli insetti, con piante senza frutti, ortaggi che provocano allergie. Ma è proprio questo che vogliamo? È in un mondo così che ci proponiamo di vivere?

Rita Imwinkelried

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