Scoperto nella pelle il gene del calore

Tutti o quasi amiamo crogiolarci al sole, quando brucia ma non troppo, il meccanismo che consente al nostro cervello di capire che fa caldo si trova nella nostra pelle.

Oggi ne sappiamo qualcosa di più, grazie ai ricercatori del
The Scripps Research Institute (TSRI) che sono riusciti ad
identificare e riprodurre il gene che riconosce il calore: “Siamo
stati i primi a dimostrare che le cellule della pelle sono capaci
di riconoscere il calore attraverso molecole simili a quelle
presenti nei neuroni che compongono il nostro sistema nervoso”,
spiega Ardem Patapoulian, il ricercatore responsabile della ricerca
che è stata da poco pubblicata sulla rivista “Science”.

In passato, infatti, si pensava che calore, pressione e altri
stimoli esterni fossero percepiti unicamente attraverso i neuroni
che si trovano nel midollo spinale, e che comunicano con l’esterno
attraverso lunghi filamenti detti assoni. E’ all’interno di questi
filamenti che si trovano dei veri e propri “termometri molecolari”,
in grado di riconoscere le diverse temperature.

Ma ora, per la prima volta, si è scoperto che le comuni
cellule della pelle contengono un meccanismo analogo e sono dunque
in grado di funzionare come “termometri”.
Qualche mese fa, lo stesso gruppo di ricercatori aveva identificato
un gene simile, responsabile in questo caso della produzione di una
molecola che segnala una sensazione di fresco e ne identifica la
causa.

Ora è stato scoperto il gene “del calore”: quando si toccano
i 33 gradi centigradi circa, il gene dà il “via libera” a un
impulso elettrico che segnala al cervello l’aumento di temperatura.
I ricercatori stanno ora cercando di capire come le cellule della
pelle – che non sono direttamente collegate al sistema nervoso
centrale – riescano a trasmettere al cervello la sensazione di
calore: le loro scoperte, in prospettiva, potrebbero portare alla
produzione di farmaci antidolorifici e antinfiammatori sempre
più efficaci.

Abigaille Barneschi

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