Senza quel peso sullo stomaco

Limitare gli abusi e le eccezioni, sia per quanto riguarda la quantità e la qualità dei cibi. Un aiuto concreto al nostro organismo.

Troppo spesso si crede di poter compensare gli abusi, che la voglia
di stare in compagnia e il benessere economico consentono oggi con
maggior frequenza rispetto ad un tempo.
Consumare pasti di scarsa qualità e troppo ricchi di grassi,
masticare frettolosamente quantità eccessive di cibo, non
rispettare lo stimolo della fase quando si presenta e mangiare in
condizioni di stress sono tutte cause molto comuni di una cattiva
digestione.
Alla lunga, invece, gli organi preposti, come ad esempio il
pancreas che secerne lipasi per assimilare i grassi, amilasi per
gli amidi e proteasi per le proteine, non riescono più a
compensare il sovraccarico metabolico.

Come correre ai ripari?

  • Prima di tutto limitando gli abusi e le eccezioni, sia per
    quanto riguarda la quantità e la qualità dei
    cibi.
  • Secondo consumando lentamente i pasti e abituandosi a masticare
    ripetutamente il cibo prima di deglutire.
  • Meglio evitare, inoltre, il consumo di bevande ghiacciate
    durante i pasti: abbassa la temperatura del “forno digestivo” e
    rallenta fino a compromettere il processo.
  • Ridurre il consumo di cibi notoriamente pesanti, come le salse,
    il pane caldo e mal cotto, patate fritte, carne grassa.
  • L’epitelio della mucosa gastrica ha un ciclo di vita molto
    breve e deve quindi essere protetto e rinnovato frequentemente. A
    rafforzarne la struttura intervengono la vitamina A, contenuta in
    tutta la frutta e la verdura dalla buccia gialla, arancione, verde
    o rossa. Alcune vitamine del complesso B, vale a dire la B1, B3,
    B6, contenute soprattutto nei derivati della soia, sesamo, frutta
    secca, consentono invece il buon funzionamento dell’epitelio e
    un’adeguata secrezione gastrica.

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