Separarsi bene

A tutt’oggi chi si separa sente il peso di una cultura che assimila la rottura del legame al fallimento di un progetto di vita.

Nonostante la crisi della coppia sia attualmente un fenomeno molto
diffuso e stia raggiungendo dati statistici elevati, non esiste
ancora una cultura riguardo all’evento della separazione che riesca
a svincolarsi dai vissuti della colpa e della vergogna. A tutt’oggi
chi si separa sente il peso di una cultura che assimila la rottura
del legame al fallimento di un progetto di vita che destabilizza in
più o meno ampia misura il livello di autostima, che
riconfigura il ruolo sociale dell’adulto più in termini
regressivi che di evoluzione.

Succede spesso infatti che l’adulto separato venga retrocesso al
ruolo di figlio dalla famiglia d’origine con una conseguente
infantilizzazione o con una rinnovo di comportamenti che
incentivano la dipendenza.

Una volta ci si sposava con matrimoni combinati, spesso per
interesse o perché decisi da padri autoritari. Sposarsi per
amore e nella comune ricerca della felicità è sentito
invece oggi come un diritto di tutti; questo stesso diritto, se da
una parte è valutato come elemento di positiva evoluzione
dell’istituto familiare perché dovrebbe garantire
autenticità di sentimento, è subito contraddetto
dalla demonizzazione dei soggetti che lo rivendicano come
percorribile anche a costo di lasciarsi. Alla decisione della
rottura, quando la tanto attesa serenità coniugale viene
meno, si accompagna così un intenso senso di colpa.

Vista l’alta percentuale di separazioni e divorzi, unita a una
restante parte che vive comunque la coppia come ambito di
conflitto, (c’è una percentuale che per i più
svariati motivi non opta per lo scioglimento), urge una nuova
cultura che argini gli esiti e le ricadute in termini negativi
sugli individui. Abbiamo oggi bisogno di una cultura che sia
“comprensiva” e non colpevolizzante, soprattutto che sappia
rispondere in maniera sana a questo momento che forse, nonostante
l’istituto del divorzio sia relativamente datato, è ancora
di transizione.

 

  • La
    diversità come risorsa

    Prima che il conflitto diventi insanabile la coppia può
    trarre molto giovamento dai consultori familiari, in cui una figura
    preparata può insegnare a riconoscere e integrare le
    differenze senza entrare nella spirale del “lancio delle
    colpe”.
  • Sincerità e attenzione ai
    sentimenti

    Quando la separazione viene sentita come inevitabile e la famiglia
    si rompe, ai genitori spetta il difficile compito di comunicarlo ai
    figli. Quando è il momento migliore e quali sono le parole
    più giuste?
  • Gli errori
    da evitare nella separazione

    I genitori devono fare molta attenzione a non coinvolgere
    direttamente i figli nelle loro discussioni, eleggendoli a giudici
    o possibili alleati. Il ruolo genitoriale continua anche dopo la
    separazione e il conflitto personale non deve minare l’immagine di
    nessuno dei due.


a cura di
Flavia Facco

psicologa psicoterapeuta

 

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