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Sergio Campo dall’Orto e l’imprenditoria italiana

Per fare impresa spesso non bastano le buone idee. Secondo Sergio Campo dall’Orto in Italia manca una cultura del rischio sulla nuova imprenditoria

Ne abbiamo parlato con Sergio Campo dall’Orto, Direttore Generale di Alintec, durante il Salone dei nuovi imprenditori tenutosi a Milano, il 30 e 31 ottobre.

Sergio, qual è il primo passo per iniziare a fare impresa?

Il primo step è di far valutare la propria idea. Tanti giovani son convinti di aver scoperto prodotti e soluzioni originali, ma poi si scopre che sono idee già esistenti, magari nascoste dentro il cassetto di alcuni colleghi di altre università.

Qual è il ruolo di Alintec quindi?

Siamo una sorta di tutor, di accompagnatori per i giovani che vogliano fare impresa. Valutiamo se l’idea è vincente, se può essere proposta sul mercato e se può essere venduta, quali costi può avere se sviluppata e soprattutto con quale alleanza si può far crescere l’azienda.

Dei veri e propri talent-scout?
Sì, esattamente. Cerchiamo di individare tanti e nuovi giovani con idee valide e in particolar modo speriamo che rimangano qui in Italia. Non vogliamo che ci siano dei talenti, delle capacità, che poi vengano utilizzate da altre aziende all’estero.

Un esempio?

Uno su tutti è certamente Lorenzo Thione, uno studente di Como, l’inventore di Bing. Il nuovo motore di ricerca, acquisito da Microsoft per una cifra pari a 100 milioni di dollari, diventerà presto il vero concorrente di Google.

Come si può agire per coltivare in casa i propri talenti?

È necessario che il sistema pubblico faccia da supporto, deve dare le opportunità di conoscenza e deve promuoverle. Poi il sistema bancario deve sostenerle finanziaramente. Da noi manca completamente una cultura del rischio sulla nuova imprenditoria. Le strutture finanziare sono disposte a finanziare nuove idee solo se provengono da aziende già affermate. Non trovo quasi nessuno che sia disposto a promuovere idee nuove e provenienti da giovani imprendori.È necessario che il sistema pubblico faccia da supporto, deve dare le opportunità di conoscenza e deve promuoverle. Poi il sistema bancario deve sostenerle finanziaramente. Da noi manca completamente una cultura del rischio sulla nuova imprenditoria. Le strutture finanziare sono disposte a finanziare nuove idee solo se provengono da aziende già affermate. Non trovo quasi nessuno che sia disposto a promuovere idee nuove e provenienti da giovani imprendori.

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