Sesta estinzione di massa, c’

Una pianta su cinque

Nell’anno della biodiversità non solo buone
notizie, ma anche qualche nuvola all’orizzonte: una pianta su
cinque rischia infatti di scomparire. Uno studio durato cinque anni
e condotto da tre prestigiosi istituti (Royal
Botanic Gardens
, Museo di storia naturale britannica e
Unione
Internazionale per la conservazione della natura
)ha dimostrato
come, delle 4 mila piante esaminate, il 22% sia classificato come
“minacciato”. Di questo totale, il 4% si trova invece “in serio
pericolo”, il 7% è “in pericolo ” e l’11% è
“vulnerabile”.

Nell’81 per cento dei casi la colpa è degli esseri umani: i
principali imputati sono infatti attività riconduncibili
all’uomo, come agricoltura intensiva , allevamento, disboscamento,
urbanizzazione. Tra le piante più minacciate troviamo le
conifere, mentre la foresta tropicale umida è la più
degradata della Terra.

La ricerca dei botanici britannici, già di per sé
allarmante, se incrociata con le proiezioni dei climatologi delle
Nazioni Unite determina inoltre un quadro ancora più
sconfortante: molti biologi ritengono infatti plausibile il rischio
di sesta estinzione di massa nella storia del pianeta, la prima
determinata dall’uomo.

Alla distruzione degli habitat, all’inquinamento e alla caccia, che
rappresentano oggi i fattori di rischio dominanti, si sta
aggiungendo infatti il caos climatico prodotto dall’uso dei
combustibili fossili e dalla deforestazione.

La prospettiva è quella di un aumento di temperatura che
nell’arco del secolo, a secondo della nostra capacità di
correggere la rotta, potrà variare dai 2 ai 6 gradi. E
adeguarsi a un salto termico così repentino per molte specie
sarà impossibile: nell’ipotesi peggiore fino a sette specie
su dieci potrebbero scomparire.

La tutela della biodiversità, una necessità sempre
più stringente.

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