Sete d’Etiopia

L’Etiopia ha la minore disponibilità di acqua nel mondo e della peggiore qualità, secondo un importante studio appena realizzato da parte delle Nazioni Unite.

“Di tutte le crisi sociali
e naturali
che l’umanità si trova ad
affrontare, la crisi
dell’acqua
è quella alla radice della nostra
sopravvivenza e di quella del nostro pianeta. Le risorse
d’acqua
stanno diminuendo mentre la domanda sta
crescendo in modo drammatico e a un ritmo insostenibile. Durante i
prossimi 20 anni la disponibilità media di acqua per persona
è destinata a diminuire di un terzo” scrive Koichiro Matura, direttore generale UNESCO.

L’Etiopia ha la minore disponibilità di acqua nel mondo e
della peggiore qualità, secondo un importante studio appena
realizzato da parte delle Nazioni Unite.

Sete d’Etiopia è più di un
reportage fotografico, è un silenzioso e dignitoso grido di
aiuto che proviene da una delle regioni del mondo più
gravate dalla mancanza d’acqua e dalla carestia.

L´economia etiope, fondata sull’agricoltura e sulla
pastorizia, è stata devastata da quattro anni di
siccità e dalla guerra contro l´Eritrea, terminata
solo nel 2000. Gli effetti congiunti del conflitto e della cronica
mancanza di acqua hanno provocato lo sradicamento delle
comunità locali dai rispettivi territori di origine con
evidenti conseguenze.
26 milioni di Etiopi (40% della popolazione rurale) non riescono
nemmeno a soddisfare il minimo bisogno
alimentare
delle proprie famiglie: l’Etiopia ha
infatti il più alto indice al mondo di malnutrizione.

Secondo un rapporto del World’s Bank Social Sector, almeno due
terzi dei bambini con meno di sei anni soffrono di rachitismo e
oltre il 10% di deperimento. Nel Paese ci sono 30 milioni di
ragazzi con meno di 16 anni. L´Etiopia è al secondo
posto per numero di infezioni da Hiv e morti di AIDS in Africa. Si
stima che il 60-80% delle malattie sia dovuto alla malnutrizione e
a infezioni facilmente prevedibili a causa delle fonti di
approvvigionamento idriche malsane.

E’ questo lo scenario in cui la Fondazione Butterfly onlus ha
scelto di intervenire promuovendo, già da due anni, progetti
sponsorizzati da realtà italiane per la costruzione di pozzi
d’acqua potabile in Etiopia nel distretto di Negale, regione di
Oromo.
Lo sforzo economico necessario per la realizzazione di un
pozzo scavato a mano
in Etiopia, se rapportato
al benessere attuale della civiltà occidentale, è
veramente trascurabile!

Ogni pozzo realizzato, pur restando una goccia nel deserto,
consente mediamente a 700 persone un approvvigionamento costante e
quotidiano di acqua batteriologicamente pura con una conseguente
drastica riduzione di tutte le malattie legate al consumo di acqua
malsana…

Grazie a un solo pozzo d’acqua, alcune centinaia di bambini che
vivono in questi villaggi sperduti tra pianure assolate e aridi
altipiani, potrebbero avere una speranza in più di
vivere.
La gioia che si può leggere nei volti di queste donne o di
questi bambini, alla vita dell’acqua pura e cristallina che sgorga
abbondante da un pozzo, non ha bisogno di commenti.

Il libro fotografico Sete d’Etiopia
realizzato dal presidente della Fondazione Butterfly onlus,

Claudio Maneri
, e dal fotografo Fabrizio
Jelmini, senza commenti, racconta della sofferenza e, soprattutto,
della gioia legata all’acqua, in Etiopia. Un libro non solo per
conoscere la “sete d’Etiopia”, ma soprattutto per finanziare la
realizzazione di nuovi pozzi.

S.R.

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