Si apre il Polo Nord, si deve chiudere la pesca

Migliaia di scienziati hanno chiesto un accordo internazionale per chiudere i mari dell’Artico alla pesca commerciale, finché non saranno condotte ulteriori valutazioni sull’ecosistema artico.

Alla vigilia dell’apertura della conferenza
dell’Anno Polare
Internazionale
che si svolgerà fino al 27
aprile a Montréal, in Canada, più di 2.000 scienziati
provenienti da 67 paesi hanno chiesto un accordo internazionale per
chiudere i mari artici alla pesca commerciale.

Il recente ritiro dei ghiacci durante i mesi
estivi ha aperto nuove opportunità per i pescherecci di
avventurarsi in un territorio che si trova in acque internazionali
poco regolamentate, al di fuori delle zone economiche esclusive
delle nazioni che circondano l’Oceano polare. Un’area, secondo la
rivista scientifica internazionale Nature, di oltre
2,8 milioni di chilometri quadrati che potrebbe restare priva di
ghiacci durante i mesi estivi entro 10-15 anni.

Nel documento inviato si legge: “La
comunità scientifica attualmente non ha a disposizione
sufficienti informazioni biologiche per comprendere la presenza,
l’abbondanza, la struttura, i movimenti, e la salute degli stock
ittici e il ruolo che svolgono nell’ecosistema più ampio
dell’Oceano artico centrale”. Nella lettera inviata dagli
scienziati si chiede ai paesi artici di sottoscrivere una moratoria
sulla pesca commerciale nella regione, fino a che non saranno
condotte ulteriori valutazioni, anche su balene, foche, orsi polari
e tutti gli animali che vivono nell’Artico.

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