Sinfonie da un altro mondo: invito all’ascolto della natura

Echi, risonanze, fruscii, sgocciolii, boati, sussurri e riverberi. E’ innegabile il fascino e l’incanto che esercitano i suoni naturali.

Tutti subiamo l’attrazione del rumore della terra, del vento, del
rombo del tuono o del fragoroso intervallarsi delle onde. Suoni
diversi ma fusi in una unità primordiale. Un attento ascolto
del paesaggio sonoro naturale ci fa sentire proiettati verso
l’alto, mossi da un irresistibile desiderio di anamento personale e
di unione con l’ambiente. Allo stesso tempo questo ascolto rafforza
il nostro rapporto con l’ambiente favorendo l’insorgere di emozioni
sempre più fortemente e qualitativamente rilevanti.

Lo sviluppo dei nostri sensi assopiti ne è la prova. Se
pensiamo alla vita degli uomini prima del suono del tempo, quello
scandito dalla campana della chiesa e dall’orologio, quando i suoni
erano generalmente silenziosi e quelli più forti si
registravano in particolari occasioni come feste e ricorrenze, non
possiamo che provare un forte senso di disagio per il nostro vivere
alienante.
Nel nostro stile di vita urbano contemporaneo è necessario
sviluppare un nuovo orientamento all’ascolto della natura,
prestando maggiore ascolto al paesaggio sonoro che si rinnova con
le stagioni, secondo i cicli della natura e i ritmi
dell’attività umana. La qualità acustica degli
stimoli a cui sono sottoposte le nostre orecchie può
elevarsi notevolmente riscoprendo dapprima il piacere uditivo del
silenzio per poi ridestare in noi sistemi di ascolto dimenticati e
distinguere sonorità e vibrazioni naturali che lo
scandiscono e lo caratterizzano. Lentamente quei suoni diventeranno
sinfonie.

In molti parchi del mondo esistono siti sonori, punti di ascolto
dotati di segnaletica per una lettura corretta della musica del
luogo dove la terra e l’acqua, le gallerie e le grotte, la
conformazione delle valli e delle montagne danno luogo a fenomeni
di propagazione, risonanza e amplificazione. Veri e propri concerti
“en plein air”.
Muovendosi in questa direzione con l’intima convinzione che sia
necessaria una dimensione di ascolto che ricostituisca
l’integrità fisica e spirituale dell’individuo, è
possibile costruire una nuova sensibilità acustica verso
quei suoni che contengono elementi profondi, che provocano un
ravvicinamento diretto all’ambiente, un richiamo allo stato
naturale.

Maurizio Torretti

Articoli correlati