Smog: il nocciolo della questione

350 milioni di euro sono stati stanziati per affrontare l’allarme smog con l’acquisto di nuovi autobus. Ma c’è ancora molto da fare.

Chi detiene il potere di stanziare soldi o elaborare e attuare
piani anti-smog, inevitabilmente manca il nocciolo del problema che
è la moltitudine delle automobili private in giro per le
strade e la scarsezza del trasporto pubblico. Le propopste per
migliorare la qualità dell’aria sono da anni due sole:
stimolare con degli incentivi l’acquisto di nuovi mezzi meno
inquinanti e il sistema delle targhe alterne. Quest’ultimo un
provvedimento che dal punto di vista etico-sociale andrebbe
approfondito perchè in realtà può funzionare
solo per chi possiede due macchine, una con targa pari, l’altra con
targa dispari (generalmente al momento dell’acquisto di una nuova
auto, si può scegliere tra targa pari e dispari). Quali
possibilità ha il cittadino o la famiglia proprietario di
una sola macchina, a raggiungere la scuola o l’ufficio non
collegati con il trasporto pubblico? Non se ne discute, pare non
interessi nessuno.

In realtà gli attuali provvedimenti anti-smog hanno un
solo scopo: far acquistare nuove auto e mettere le famiglie in una
situazione tale che si vedono costrette a possederne almeno due. In
sintesi: i provvedimenti anti-smog incentivano in maniera eclatante
il mercato automobilistico e non tutelano la salute dei cittadini.
Questo in una realtà che vede l’Italia al secondo posto in
Europa nel rapporto veicoli/popolazione. Arrivare al primo posto
sembra assicurato.

In una
ricerca
sulla qualità dell’aria urbana eseguita
su dei dati raccolti nel 2001, vengono fuori delle conclusioni
molto interessanti. Così le città svedesi e
finlandesi hanno l’aria migliore rispetto alle città di 36
paesi europei. Sia la Finlandia che la Svezia figurano tra i paesi
con un rapporto basso tra veicoli/popolazione, 500 su 1000 persone
contro i 700 su mille in Italia. Le città del nostro paese
risultano, secondo questa ricerca, al penultimo
posto come qualità dell’aria
, davanti solo alla
Bulgaria e dopo la Grecia.

Nelle società europee avanzate è il trasporto
pubblico a muovere le persone nei loro spostamenti quotidiani per
andare al lavoro, a scuola o all’università. L’auto privata
serve per il tempo libero, per i viaggi, per la spesa, chi desidera
ne può fare anche a meno. I chilometri di auto in code che
avanzano a passo d’uomo, con il solo guidatore come passeggero,
mattina dopo mattina verso i grandi centri, sera dopo sera in
direzione delle periferie, è una realtà senza ssenso
per tutti. Crea l’inquinamento che abbiamo, fa passare alle persone
il proprio tempo in un modo alienante e malsano, abbrutisce il
paesaggio, favorisce isolamento e aggressività nei
pendolari. Una rete veloce, puntuale, diversificata sul territorio,
con mezzi puliti, attrezzati di riscaldamento e aria condizionata,
significherebbe rispettare la dignità dei cittadini che
lavorano e studiano. E’ fattibile, molte città europee
funzionano così.

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