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Le strutture filosofiche delle diverse civilt

Tutte le civiltà sono nate, e si sono mantenute, su
strutture filosofiche, su concezioni della vita, e su visioni del
mondo, diverse perché determinate dal contesto storico e
ambientale come dal carisma dei singoli che le hanno concepite e
diffuse.
Molte hanno lasciato segni incisivi e duraturi anche nel loro
futuro.

Le tecniche meditative sono sempre state strettamente correlate con
le concezioni filosofiche della civiltà in cui sono nate e
cresciute. Un tempo, la visione del mondo era il risultato di una
struttura logica e filosofica. Oggi, discende da una teoria
sperimentata, scientifica e psicologica. E così poi le
tecniche meditative
Un tempo, esse cercavano di far risuonare negli esseri umani quelle
strutture logiche, in modo che la visione del mondo – quella
accettata -diventasse viva in coloro che, praticandola, si
identificavano con essa.
Il fine era, ed è, quello di ottenere i benefici relativi a
quella particolare struttura, ritenuta giusta, e buona: quindi
utile.

Oggi è ancora così, ma in modo diverso.
Mentre nel passato, dalla struttura logico-filosofica si
estrapolavano conseguenze pratiche, empiricamente scientifiche,
ritenute valide anche per gli stati soggettivi individuali e di
massa, oggi, dalle sperimentazioni – a volte solo matematiche – si
estrapolano leggi applicabili ai vari contesti oggettivi. Se ne
deduce poi l’utilizzabilità, sperimentata e statisticamente
controllata, anche nelle dimensioni soggettive individuali, e
soprattutto collettive.
I metodi derivati ed a disposizione sono ormai numerosi, tenuto
conto che questa scienza è nata da poco tempo in Occidente –
poche centinaia di anni per la cultura religiosa e solo cento per
la scientifica – contro i migliaia in Oriente.

Per comprendere lo sviluppo della scienza della meditazione nella
storia una delle prime classificazioni da fare è proprio
quella tra tecniche del passato e tecniche del presente.

Flavio Alterisi

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