Sognando un software… libero

Come la benzina per le automobili, anche i computer hanno bisogno del “carburante” per funzionare. Il popolo della Rete, però, continuò a sognare un software libero e gratuito.

Dal sistema operativo ai programmi che permettono di leggere e-mail
e vedere fotografie e filmati, ogni opreazione viene eseguita
grazie al software. Ma se negli anni ’70, i primi codici venivano
scambiati liberamente tra i pionieri del cyberspazio, negli anni
’80 le softwarehouse si riservarono il diritto d’autore sui
prodotti realizzati all’interno dell’azienda, impedendone la libera
circolazione tra i programmatori.
Il popolo della Rete, però, continuò a sognare un WWW
libero e gratuito. Nel 1984 Richard Stallman, leggendario hacker
portavoce del movimento cyberpunk, fondò il progetto GNU,
acronimo per “Gnu Non è Unix”, inaugurando la stagione del
“copyleft” (in inglese “licenza di copia”, l’esatto contrario di
“copyright”, il diritto d’autore), la bandiera che, ancora oggi,
caratterizza il software libero e i sistemi “open source”,
cioè aperti, gratuiti e modoficabili.

Ma che cosa si nasconde dietro al free software? Prodotti come
Windows o Unix, solo per citare i più conosciuti, sono
applicativi non modificabili, veri e propri “muri digitali”
invalicabili. Una volta acquistati, gli utenti possono utilizzarli
soltanto in quelle funzioni per le quali sono stati progettati.
Il software libero, invece, insieme al programma vero e proprio,
offre anche l’intera sequenza dei i file sorgenti, il “dna” che sta
alla base di quel prodotto. Chiunque ne sia in grado è
libero di modificarlo secondo le sue esigenze, ed eventualmente di
ridistribuirlo in Rete. Proprio come è avvenuto con Linux,
l’ormai noto sistema operativo, inventato dal finlandese Linus
Torvalds, che in un decennio è diventato l’unico rivale
delle “finestre” di Bill Gates.

Ma non è tutto. Sempre più persone, dai privati
cittadini alle università e ai governi, scelgono il free
software soprattutto per la sua affidabilità. Essendo il
cuore del sistema sotto gli occhi di tutti, e non segreto come
spesso accade in ambito commerciale, il programma può essere
costantemente verificato e aggiornato da una comunità di
migliaia di persone competenti, che non hanno certo interesse a
nasconderne difetti o virtù.

Luca Bernardelli

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