Soldi alle rinnovabili: +300%. Parola di Banca Europea Investimenti

La Banca Europea per gli investimenti (BEI) concede prestiti al settore pubblico e privato per finanziare progetti d’interesse europeo. Quanto ha investito in energie rinnovabili l’anno scorso? L’abbiamo domandato a Christopher Knowles, dirigente della BEI che si occupa di energia e ambiente.

“L’anno scorso abbiamo prestato più di 2 miliardi di euro
per le energie rinnovabili, – afferma Knowles – una somma che ha
rappresentato circa un quarto dei nostri prestiti complessivi nel
settore dell’energia. Questi 2 miliardi di euro hanno segnato un
incremento del 300% rispetto all’anno 2006”.

In termini relativi, a quanto ammontano gli investimenti
in rinnovabili nel 2007?

Due miliardi di euro su 8 nel settore energetico. Due miliardi su
48 in totale. Se confrontato con gli investimenti in rinnovabili di
altre istituzioni, pubbliche e private, è molto.

Su quale fonte avete investito
maggiormente?

Senza dubbio il vento, che è la tecnologia più matura
tra le fonti rinnovabili. Nel 2006 l’eolico ha rappresentato circa
il 70% dei 500 milioni di euro che abbiamo prestato per le
rinnovabili.

La tendenza è cambiata nell’ultimo anno e
mezzo?

Adesso i nostri prestiti sono piuttosto diversificati. La
percentuale di eolico è scesa al 30-40% del totale per le
rinnovabili. E i prestiti multi-settore sono saliti più o
meno allo stesso livello. Inoltre abbiamo concesso alcuni
finanziamenti per l?energia geotermica, i biocarburanti e l’energia idrica.

Ci può dare qualche esempio dei progetti che
avete finanziato?

Siamo particolarmente fieri della centrale eolica di Alto Minho in
Portogallo, perché è stata la prima che abbiamo
finanziato. Altri progetti di cui andiamo fieri sono nel campo del
solare termodinamico, che è una nuova tecnologia, diversa
dal fotovoltaico.

L’Italia è attiva sul fronte delle fonti
rinnovabili?
Stiamo lavorando molto in Italia, anche se
è un mercato difficile. Diciamo che mercati diversi vanno a
velocità diverse. E che strumenti come il sistema di
incentivi o i permessi di pianificazione, che stimolano queste
industrie, possono talvolta condizionare la velocità di un
mercato. In genere l’Italia non è stata attiva come Spagna,
Germania, Danimarca e Portogallo. Ma sta iniziando a svilupparsi.
Al momento stiamo parlando con diversi promotori italiani per
quanto riguarda progetti nel campo dell?eolico e del solare. Finora
abbiamo coinvolto i grandi operatori, ma in futuro ci piacerebbe
diversificare un po’ e sostenere alcuni piccoli attori.

Cosa accadrà nei prossimi anni?
Mi sta chiedendo se aumenterà il nostro volume di
investimenti per le rinnovabili? Senza dubbio, ne sono piuttosto
sicuro. Per due ragioni. In primo luogo è una delle nostre
priorità. Inoltre l’economia diventerà più
forte e stanno maturando nuove tecnologie come la cattura e lo
stoccaggio della CO2, il solare termodinamico e la seconda
generazione di biocarburanti, che ci permetteranno di evitare i
conflitti tra cibo e carburante.

Gianluca Cazzaniga

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