Somalia, la sfida per il futuro

Un rapporto di Amnesty International denuncia crimini di guerra proprio ai danni dei bambini. Una guerra mai finita, dimenticata. Inaccettabile.

In un mondo globalizzato, apparentemente senza frontiere, non
è possibile rimanere isolati dalla realtà più
cruda intorno a noi. Gli uomini sono tutti uguali ma sviluppano
culture diverse che generano conflitti politici, ideologici e
religiosi. Molti gli interessi in gioco. Violenze e guerre
avvengono in tanti Paesi e le conseguenze portano fame e
povertà, la Somalia ne è un esempio. Un Paese
congestionato da una guerra civile iniziata 20 anni fa e che oggi
conta 20 milioni di sfollati. Siccità e malnutrizione hanno
peggiorato la situazione portando un numero senza precedenti di
persone in fuga verso il Kenya.

Nel campo profughi di Dadaab, che ospita circa 400 mila persone,
arrivano ogni giorno 800 bambini, il 50 per cento dei quali ha poca
speranza di vivere. Ne muoiono sei ogni giorno, una delle
più gravi catastrofi umanitarie. Un rapporto di Amnesty
International denuncia inoltre crimini di guerra proprio ai danni
dei bambini. Una guerra mai finita, dimenticata. Inaccettabile.
Questo pianeta è ferito da una crisi morale continua e
diffusa dove l’indifferenza, la superficialità, lo
sfruttamento hanno portato a non tener conto degli esseri viventi.
E’ urgente ritrovare la coesistenza pacifica dei popoli, obiettivo
primario per l’umanità. La tolleranza, l’umiltà e
l’amore possono cambiare l’esperienza umana sulla Terra. E’ questa
la sfida per il futuro.

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