Song Reader: scritto da Beck, suonato da te

il nuovo esperimento di Beck si chiama Song Reader ed è sì una raccolta di venti canzoni, ma canzoni sottoforma di spartiti.

Uscito lo scorso 7 dicembre e distribuito dalla
casa editrice McSweeney’s
(dello scrittore Dave Eggers, definito da
più parti uno dei maggiori scrittori statunitensi
contemporanei), il nuovo esperimento di Beck si chiama
Song Reader ed è sì una raccolta di
venti canzoni, ma canzoni sottoforma di spartiti.

L’idea di Beck potrebbe sembrare una semplice manovra commerciale,
ma in una
lunga lettera
che il cantante ha deciso di pubblicare sul
periodico americano The New Yorker e che fa anche
da prefazione al nuovo lavoro, ne vengono spiegate le intenzioni
più profonde: ristabilire il contatto tra musicista e
pubblico che esisteva già in un’epoca precedente
all’esplosione della musica pop. “A quei tempi la cultura – scrive
Beck – era più vicina alle proprie tradizioni popolari, a
quando le canzoni dovevano essere tramandate. La musica, in un
certo senso, sembrava poter appartenere a chiunque”.

Proponendo un concetto antico di musica, quindi, e tornando
indietro in un tempo in cui l’opera del musicista era scritta su
spartiti e non incisa, Beck sembra andare oltre qualsiasi
evoluzione tecnologica. Senza usare supporti digitali, che siano
essi MP3 da riversare su chiavette usb o app per smartphone o
tablet, è comunque riuscito a esprimere la nuova tendenza
della culturale digitale: la partecipazione. Per poter ascoltare le
canzoni bisognerà, infatti, suonarle.

In realtà già parecchi artisti hanno provato a
incidere le nuove creazioni di Beck: il 3 dicembre scorso negli
spazi di Rough Trade East a Londra, per esempio, grandi
nomi
della musica inglese hanno eseguito le canzoni di Song
Reader e
altri live
si stanno organizzando in giro per il mondo.
Intanto, sul sito ufficiale del
progetto, si possono trovare alcune nuove versioni, anzi,
interpretazioni.

Così, mentre vari artisti escono con interi album di remix
(vedi, per esempio,
Bastards di Bjork
), Beck decide di esortare
tutti a suonare la propria versione (in mancanza dell’originale):
“le canzoni appaiono sullo spartito con le notazioni per pianoforte
e gli accordi di chitarra – in certi casi anche con parti per fiati
e accordi per ukulele – ma vi invito a personalizzare o persino
ignorare questi arrangiamenti (…) queste canzoni sono qui
per essere portate in vita, o anche solo per ricordarci che una
canzone non è che un pezzo di carta finché qualcuno
non la suona. Chiunque. Anche tu”.

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