Diritti umani

Speciale 8 marzo 2013. Lavoro, donne, sostenibilità

Idee, dati, notizie ed iniziative al femminile nell’arco di quest’anno. Dalla politica all’industria, sempre con al centro la donna.

Dato che quest’anno l’economia, il lavoro, il ruolo di ognuno nel
tessuto produttivo sono stati i temi più discussi e al
centro dell’attenzione, abbiamo scelto alcuni fatti, rapidi tweet,
che fanno luce sulla condizione delle donne in Italia e nel mondo.
Sull’attivismo, la bravura, il coraggio, la dedizione, l’efficacia
del proprio lavoro nella società, in difesa degli altri,
dell’ambiente, di sé stesse.

È donna…



L’attivista per le foreste. Miranda Gibson, che da
457 giorni viveva sopra un eucalipto di 400 anni e alto 60 metri
per difendere la Tyenna Valley dalle ruspe, ieri è stata
costretta a ridiscendere a terra per il pericolo causato dal fumo
di incendi vicini. Miranda aveva deciso questa mossa per difendere
una foresta di 572mila ettari nella Tasmania meridionale, in
Australia, creando un punto di osservazione al suo interno insieme
agli attivisti della campagna Still Wild Still Threatened.

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La numero uno della difesa dell’ambiente in Usa.
È una donna la persona indicata da Barack Obama come nuova
numero uno dell’Epa, la potente agenzia federale per la protezione
dell’ambiente: Gina McCarthy, che ha alle spalle una lunga
esperienza sulle regolamentazioni ambientali e ha già
lavorato con due diversi governatori repubblicani. Secondo gli
analisti è una nomina capace di conquistare consensi
bipartisan e un segnale della volontà di dare
priorità alla qualità dell’aria e alla riduzione
delle emissioni di CO2.
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Il ministro che salva l’Amazzonia. Il governo
brasiliano sta per lanciare un piano quadriennale per censire gli
alberi presenti nella foresta amazzonica, capire il valore
potenziale del suolo e della biodiversità, aggiornare i dati
a disposizione in base alle ultime scoperte sull’impatto della
deforestazione e dei cambiamenti climatici. L’iniziativa è
stata voluta dal ministro dell’Ambiente Izabella Teixeira, secondo
cui questo darà la possibilità di conoscere
l’Amazzonia dall’interno e avere un’idea più chiara e
generale sul suo stato di salute. Sotto il suo mandato la
deforestazione ha raggiunto il livello più basso dal 1988,
dato confermato anche dalle immagini satellitari.
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Il commissario europeo per il Clima. Connie
Hedegaard, dal 2010 nella Commissione Barroso II, è
infaticabile nel proporre a tutti i livelli il cambiamento
climatico come priorità nell’agenda internazionale. Di
recente ha firmato il rapporto Europe’s Green Recovery basato sulla
tesi che per la ripresa economica continentale sono fondamentali la
qualità e l’innovazione, non la standardizzazione verso il
basso. Leggi di più >>


Il capo di un’equipe di geologi che studia il
clima.
È una ricercatrice donna l’autrice di una
delle ricerche più importanti per capire cosa ci aspetta a
causa del riscaldamento globale. Maureen Raymo della Columbia
University è a capo del gruppo di geologi autori di una
scoperta utile a stabilire fino a che punto salirà il
livello degli oceani a fronte di un aumento della temperatura di
due, tre gradi Celsius. La ricerca è finanziata dalla
National Science Foundation, un’agenzia governativa per la ricerca
scientifica e ingegneristica. Il progetto ha portato il team a
lavorare in diversi contesti, paesi e continenti: Sudafrica,
Australia, Stati Uniti orientali.
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La candidata al premio Nobel per la pace. Quando i
talebani hanno sparato alla quindicenne Malala Yousafzai, il mondo
si è indignato. Come risposta, quasi un milione di noi ha
chiesto al governo del Pakistan di realizzare il suo sogno di dare
l’educazione a tutti investendo in un programma di borse di studio
nazionali per portare nelle scuole tutti i bambini poveri in
Pakistan. Il responsabile ONU per l’educazione Gordon Brown ha
consegnato la nostra petizione direttamente al Presidente del
Pakistan Zardari che ha deciso di firmare lui stesso! Lo stesso
giorno, un mese dopo l’attentato a Malala, il governo del Pakistan
ha inaugurato ufficialmente un programma di borse di studio per 3
milioni di bambini. Leggi di più >>


La cantante ai lavori forzati. Una componente del gruppo
punk Pussy Riot, Nadezhda Tolokonnikova, che sconta una condanna a
due anni in campo di lavoro per una “preghiera punk” contro il
presidente russo Vladimir Putin, ha presentato una richiesta di
libertà condizionata che secondo il suo avvocato potrebbe
essere accolta. Ha una figlia in tenera età. Nel marzo 2012
– esattamente un anno fa – tre donne del collettivo musicale erano
state arrestate con l’accusa di teppismo e istigazione all’odio
religioso e messa in scena di un’esibizione non autorizzata; una
è stata scarcerata ma le altre due rischiano sette anni di
prigione. Per un canzone.
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La scrittrice minacciata di morte da Al Qaeda. Ayaan Hirsi
è una scrittrice somalo-olandese, figlia del leader
dell’opposizione in Somalia Hirsi Magan Isse. Femminista e
attivista laica, conosciuta per la sua visione critica dell’Islam,
ha scritto la sceneggiatura del film di Theo van Gogh ‘Submission’,
dopo le cui proiezioni il regista è stato ucciso e lei ha
ricevuto minacce di morte. Ora vive negli Usa dove ha fondato
l’organizzazione per i diritti delle donne AHA Foundation. È
al 10° posto nella “lista della morte” di Al Qaeda individuata
l’1 marzo su un sito jihadista.
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La creatrice di un network anti-violenza.
Rebecca Chiao, laureata in economia e sviluppo internazionale
all’università del Cairo, ha lavorato nello staff del
presidente Hosni Mubarak e nel contempo ha dato vita al movimento
HarassMap, che da un gruppo di quattro donne che s’erano attrezzate
con cellulari e computer per fare una piccola rete d’ascolto
è diventato in tre anni la voce di quello che in Egitto era
un mondo silenzioso e oltraggiato, una forza formidabile capace di
movimentare le piazze. Il mese scorso hanno scoperchiato il fatto
che durante gli assalti militari di piazza Tahir e la dichiarazione
dello stato d’emergenza almeno 25 donne sono state vittime di
stupri, anche con la minaccia di armi da taglio.
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L’imprenditrice pluripremiata. Il premio
internazionale ‘Donna per l’Ambiente 2013 Mimosa d’Oro’ è
stato assegnato oggi all’imprenditrice sarda Daniela Ducato. La sua
impresa è Casa Verde Co2.0, un distretto di filiera che
oltre a realizzare materiali eccellenti pluripremiati (edilana,
edilatte, ortolana, editerra) ha dato vita anche a un protocollo
che impegna gli imprenditori a nuove regole nel campo della
sostenibilità.
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La carcerata. La
creatrice della prima banca online spesso è in carcere a
Trani. Non per un reato, ma per dare alle detenute una seconda
chance. Dal tailleur griffato con collana di perle ai tessuti di
scarto e con braccialetti in materiali di recupero. Luciana Delle
Donne ha lasciato il mondo delle banche nel momento di maggior
successo, ovvero dopo aver lanciato la prima banca online in
Italia, e crea
“Made in carcere”, un’impresa produttiva basata sul lavoro delle detenute, con il
riuso di materiali tessili e la commercializzazione di linee
d’abbigliamento e oggettistica.

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La promotrice di un’iniziativa mondiale su
caffè e sviluppo sostenibile.
Francesca Lavazza,
direttore Corporate Image dell’azienda, ha inaugurato la Masering
Nursery School di Kirua in Tanzania nel luglio 2012. Momento
emblematico dell’evoluzione del progetto ¡Tierra!, un vasto
progetto di sostenibilità ambientale, culturale e sociale
interamente firmato Lavazza, che spazia dal turismo sostenibile
alla commercializzazione di prodotti che valorizzano le sapienze
indigene. Leggi di più
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La giornalista testimonial della campagna Unicef per
le bambine.
Paola Saluzzi è la testimonial, per
questo 8 marzo, di Unicef Italia che ha lanciato l’iniziativa
“Bambine, non spose” per sensibilizzare l’opinione pubblica verso
il problema dei matrimoni precoci. Secondo l’organizzazione
sarebbero circa 70 milioni le donne tra i 20 e i 24 anni che
abitano nei paesi in via di sviluppo (Cina esclusa) ad essersi
sposate prima dei 18 anni. Il matrimonio precoce nega l’infanzia e
l’istruzione alle ragazze e per questo va considerata una
violazione dei diritti umani fondamentali. Leggi di
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Il deputato. In Italia si registra un
aumento del 47 per cento della presenza femminile in Parlamento,
dove nell’ultima tornata elettorale quasi un neo eletto su tre
è donna. Ora siamo messi meglio di Francia, Gran Bretagna e
Usa. Nel Pd le donne sono il 41 per cento, nel M5S il 38 per cento,
nel Pdl e Lista Monti-Udc-Fli il 22 per cento, in Sel il 20 per
cento e nella Lega Nord il 14 per cento. Nella legislatura che si
è conclusa le donne erano appena il 21 per cento alla Camera
e il 19 per cento al Senato – mentre nel nuovo Parlamento saranno
il 32 per cento alla Camera e il 30 per cento al Senato.
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L’imprenditrice. Nelle aziende italiane la
presenza delle donne è rilevante; alla fine di dicembre
dello scorso anno l’Osservatorio dell’imprenditoria femminile di
Unioncamere segnala che le imprese ‘rosa’ sono aumentate di oltre
7mila unità rispetto al 2011, con un incremento dello 0,5%
della base imprenditoriale. Inoltre, quasi una impresa su quattro
è condotta da donne, 23,5 per cento. I comparti dove sono
emerse in maggior misura le “quote rosa” sono stati quello del
turismo e della ristorazione, ma una crescita significativa
c’è anche nel settore della consulenza e dei servizi alle
imprese.
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L’agricoltore. Nel primario secondo la
Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) le aziende con a capo una
donna sono il 30,7% del totale, nel Mezzogiorno quasi il 35%.
Imprese “anticrisi” innovative e multifunzionali in grado di
muovere 9 miliardi di euro l’anno. Cresce anche il numero di
aziende agricole guidate da giovani donne: quasi 45 mila. “Boom”
assunzioni in campagna: oggi il 40 per cento della forza lavoro del
comparto è al femminile.
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