Specie esotiche: SOS souvenir

Stagione di vacanze, tempo di viaggi esotici. Ma il ritorno potrebbe costare caro, se l’intenzione è quella di portare con sé un animale o una pianta, che siano vivi o derivati.

Chi sceglie le mete esotiche, faccia attenzione: con il
pettinino di tartaruga, il pezzetto di corallo, anche preso sulla
spiaggia, conchiglie e oggetti comprati sulle bancarelle dei
mercatini potrebbero calare la mannaia della CITES, che arriva a
pesare fino a 9.000 euro.

Manufatti, prodotti, animali protetti dal Trattato di Washington
sulla Commercio di Specie Esotiche, sigla in inglese “CITES”.
L’anno scorso, in Italia, il 36% dei controlli irregolari rilevati
dal Corpo Forestale dello Stato negli aeroporti e nei porti
italiani in base all’applicazione delle norme ha riguardato “pezzi”
di invertebrati, conchiglie e coralli, proprio i souvenir
più comuni, per un totale di oltre 2.000 esemplari
sequestrati nel 2003. A questi si sono aggiunti animali
imbalsamati, carapaci di tartaruga, uccelli, ragni, rettili che
finiscono nelle valigie dei turisti.

In totale il servizio Cites del Corpo Forestale, organo di
controllo della Convenzione, che ha come autorità di
gestione il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio,
nel 2003 ha effettuato 28.661 controlli tra nuclei operativi (22 in
tutta Italia) e servizi (26). In 487 casi si sono avute operazioni
di sequestro. In totale sono stati quasi 10 i milioni di esemplari
controllati (9mln e 832 mila) e 6.000 quelli sequestrati (tra vivi,
morti, parti o derivati di essi) lo scorso anno…

Il 36% riguarda invertebrati, la categoria maggiore che comprende
appunto i souvenir, per circa 2.000 esemplari, la seconda categoria
di irregolarita’ e’ quella degli uccelli (il 21,7% dei controlli
risultati irregolari) seguita da rettili (vivi e pellame) e
mammiferi. Tra i 6.000 esemplari sequestrati, inoltre, il 38% e’
rappresentato da animali vivi, il 20% da derivati di animali, un
altro 20% da piante morte, parti o derivati, l’11% da animali morti
o parti di essi (tra cui selvaggina, animali imbalsamati o carapace
di tartaruga) e un 11% da pelli.

I ‘trofei’ di viaggio piu’ soggetti a sequestro sono prodotti di
alligatore e coccodrillo; conchiglie di strombi giganti; corallo
(sia vivo, che sotto forma di gioielli, come collane, orecchini e
soprammobili); stivali, valigie, cinture, scarpe, cinturini di
orologio in serpente e lucertola; prodotti della medicina
tradizionale cinese contenenti ossa di tigre, di leopardo, corna di
rinoceronte, bile d’orso e muschio; piante vive come orchidee e
cactus; scialli di shahtoosh, giacche in pelle di leopardo o di
tigre; articoli in tartaruga e carapaci di testuggine; prodotti
ricavati da zanne e pelle di elefante; caviale; esemplari vivi di
pappagalli, rapaci, scorpioni, gibboni e rettili; oggetti in legno
intagliato ricavati da specie rare. Per non incorrere in brutte
sorprese alle dogane meglio quindi informarsi. In tal senso negli
scali italiani e nei porti e’ affisso un vademecum per i souvenir
proibiti.

Redazione Ambiente

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