Spegnete la luce, salviamo il cielo

Oltre ai problemi causati a fauna e flora, l’inquinamento luminoso sta minando una delle sorgenti principali… della poesia: per chi ama contemplare il cielo sar

Pian piano il cielo sta scomparendo, tra non molto poeti e
astronomi resteranno disoccupati, nomadi e vagabondi non potranno
più “vantare” il loro tetto di splendide luci.

La verità è che le stelle si allontanano lentamente
dalla nostra portata visiva e “in un futuro prossimo, una nebbia
tecnologica potrebbe nascondere completamente la parte di universo
in cui ci troviamo”, dice Pierantonio Cinzano, astronomo
dell’università di Padova.
Una delle cause principali dell’inquinamento luminoso, ultima
emergenza ambientale, si chiama “sprawl”, è stata coniata da
esperti americani per riassumere in una parola i danni provocati
dall’espansione e dallo sviluppo urbanistico. Basti pensare che
alcune aree metropolitane statunitensi si espandono al ritmo di
mezzo ettaro l’ora, 800 mila ettari di spazi aperti vengono invasi
ogni anno dai nuovi sobborghi. Il conseguente eccesso di luci
penalizzerà ulteriormente l’ambiente nel suo insieme.

Di fronte alla gravità di uno degli ultimi inquinamenti
conosciuti e soprattutto uno dei meno considerati e dibattuti,
contro il quale astronomi, astrofili, romantici e associazioni
degli amici del cielo si battono per sensibilizzare l’opinione
pubblica, il silenzio delle organizzazioni ambientaliste è
assai imbarazzante e per questo ancor più colpevole. Eppure,
gli effetti negativi dell’inquinamento luminoso incidono in maniera
deleteria sull’uomo e sull’ambiente, per non parlare delle
ripercussioni sulla vita culturale, artistica e scientifica della
società.
Nell’uomo i riflessi sono metabolici e psichici, mentre
l’ecosistema vede modificato il suo ciclo naturale notte-giorno. Le
luci artificiali “ingannano” il ciclo della fotosintesi
clorofilliana e sconvolgono l’orientamento visivo degli uccelli
migratori. Ogni anno 100 milioni di volatili muoiono a causa delle
luci create dall’uomo. L’attuale sfavillante decoro urbano delle
nostre città che “spara” i suoi micidiali raggi verso il
cielo e la mancanza di una cultura del risparmio energetico
trasformeranno presto le nostre notti in lunghi giorni con solo
qualche variazione di luce. Abbiamo perso il contatto con il
cielo.
Riflettiamo un attimo e immaginiamo il mistero notturno della volta
celeste di qualche secolo fa, avvolto dal silenzio, dall’aria
limpida e dal buio. Impegniamoci da subito e in prima persona per
il diritto a un cielo puro. Riprendiamoci le stelle.

Maurizio Torretti

Per chi volesse saperne di più, l’inquinamento luminoso si
combatte anche via internet. Ecco alcuni siti da consultare:

istil
vialattea

mtsn.tn

geocities

lightpollution

darksky
sunrise

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