State of Mind al Lu.c.c.a

In mostra al Lu.C.C.A, il Lucca Center of Contemporary Art, ci sono le opere degli otto artisti della Collezione Panza, tutti legati dal comune denominatore della Minimal Art.

In mostra al Lu.C.C.A, il Lucca Center of Contemporary Art, ci sono
le opere degli otto artisti della Collezione Panza, tutti legati
dal comune denominatore della Minimal Art, corrente artistica nata
quasi per caso alla fine degli anni ’50 per opera di Frank Stella e
che segnò una netta contrapposizione all’Espressionismo
Astratto degli ’40 e ’50.

Abbiamo sentito in proposito il Direttore del comitato scientifico
del Lu.C.C.A., l’Art Advisor Guido Galimberti.

Cos’è “State of Mind”?

La mostra parla dello stato del pensiero. Esponiamo la collezione
del conte Panza di Biumo, che è un collezionista: ha
iniziato negli anni Cinquanta, con la prima generazione di
minimalisti, fino ad arrivare alla terza generazione. Qui a
Lu.C.C.A esponiamo appunto la terza generazione di minimalisti,
composta dagli otto artisti Lawrence Carroll, Lies Kraal, Timothy
Litzmann, Christiane Löhr, Emil Lukas, Jonathan Seliger,
Séan Shanahan, Roy Thurston.

Lei è direttore scientifico (per semplificare
possiamo dire curatore) del Lu.C.C.A, ma ha anche una gran passione
per l’ambiente. Come coniuga le due cose?

Io ritengo che l’arte e l’ambiente siano le uniche due vie di
salvezza che abbia il pianeta e l’essere umano. L’arte, come dice
Dostoevskij, salverà il mondo e se non facciamo qualcosa per
l’ambiente, questo avrà dei problemi che si ripercuoteranno
ovviamente sull’uomo.

In una precedente intervista, rilasciata a LifeGate
Magazine, ha affermato che le piacerebbe un museo immerso nella
natura, ci sta lavorando?

Be’, intanto adesso sono curatore di un museo che si trova in una
città, Lucca, che ha una percentuale di verde molto alta e
una qualità di vita delle persone molto alta. Questo
è il primo tassello di un percorso che spero molto lungo. Mi
piacerebbe avere un museo veramente immerso nel verde… ci
arriveremo.

Come direttore di Opera Art Advisoring ha intrapreso un
percorso di sostenibilità, attraverso il progetto Impatto
Zero. Ce ne parla?

Opera in questo momento si sta occupando non solo del museo di
Lucca ma anche di altri progetti, sia di carattere museale che come
fondazione nel campo dell’arte. Mettere una struttura come Opera a
Impatto Zero® vuol dire creare una situazione di
connessione tra l’arte e il fare qualcosa di buono per l’ambiente.
Una società a Impatto Zero® non cambia
più di tanto le cose, ma è comunque un segnale di
cambiamento.

Il passo successivo?

Il passo successivo è quello di mettere il museo di Lucca a
Impatto Zero®!

La mostra, curata da Maurizio Vanni, si svolge in collaborazione
con Opera Art Solution, dell’Art Advisor Guido Galimberti;
sarà visitabile fino al 27 giugno 2010, da martedì a
sabato ore 10.00 – 19.00 e la domenica dalle 11.00 alle 20.00.

 

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