State of the World 2006

Edizioni Ambiente, 2006. Il libro

E’ un ambientalismo “povero”, quello che viene evocato e che sta
nascendo a quanto pare in India e in Cina, che bada a non produrre
rifiuti e non inquinare, invece che annaspare tra tonnellate di
materiali di scarto dai quali è nata ricchezza che ora
però ingombra, sporca e inquina.

La sfida viene da Sunita Narain (direttore del centro per la
scienza e l’ecologia indiano), da Xie Zenhua (dimessosi dalla
carica di massima autorità ambientale nel novembre ’05,
pochi giorni dopo il riversamento di tonnellate di benzene nel
fiume Songhua) e da tutti gli studiosi, scienziati e ricercatori
del Worldwatch Institute che hanno partecipato alla redazione di
questo saggio.

Certo, per il cambiamento, occorrono due requisiti.
“Democrazia”, che consenta ai “poveri”, le prime vittime
dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici e dei problemi
ambientali, di far sentire la loro voce. E “conoscenza”.

Qui, in Italia, la democrazia, c’è. La conoscenza, anche.
Ma va alimentata di continuo. Questo saggio contribuisce
potentemente a farlo.

Contiene un interessantissimo “timeline”, cioè una
cronistoria di tutti gli eco-avvenimenti di rilievo mondiale,
contiene indicazioni statistiche, informazioni da tutto il mondo e
molte case-history. Temi e sommario sono articolati in 10 punti.
Ognuno dei quali ha questo caratteristico svolgimento: “sembra” un
problema del mondo. Invece, leggendolo, si scopre che è un
problema nostro, di ogni lettore, di ogni persona. Si tratta per
esempio di “India e Cina sulla scena”. Il mondo si sta confrontando
con la loro esplosione economica. Il cittadino, con l’invasione di
merci cinesi. “Allevamenti e cibo”. Il mondo si confronta con
l’insostenibilità degli allevamenti di bovini. Noi con
“mucca pazza”. “Acqua dolce”. Qualcuno paventa addirittura guerre
per l’acqua. Noi però la diamo per scontata, e la
sprechiamo. “Biocombustibili”. Il petrolio è un problema
geopolitico gravissimo. Lontano? Non tanto. Specie quando andiamo a
far benzina.

Sappiamo che State of the World plana ogni anno sulle scrivanie
di Kofi Annan all’Onu, dei governi di mezzo mondo e degli istituti
universitari. Edizioni Ambiente, pubblicando integralmente
l’edizione italiana (sempre
a cura di Gianfranco Bologna
, direttore del WWF)
consente a tutti, studenti, giornalisti, studiosi e amanti della
natura, di partecipare a questa impresa di conoscenza
planetaria.
Ne va della salute del mondo, e di ognuno di noi.

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