Stati Uniti: quale sarà il clima del futuro

Negli Stati Uniti d’America si sono svolte le elezioni americane di metà mandato. Ma che risvolto avranno sull’impegno ambientale per il clima dell’amministrazione Obama?

Il 2 novembre si sono tenute negli Stati Uniti d’America le
elezioni americane di metà mandato che hanno visto un forte
avanzamento del partito repubblicano dopo la cocente sconfitta del
2008.

Ma che risvolto avrà questo risultato sull’impegno
ambientale dell’amministrazione Obama? Alcune dichiarazioni
rilasciate da esponenti del partito repubblicano purtroppo non
lasciano ben sperare. Secondo Karl Rove, ex stratega di George W.
Bush, la legge sul clima non sarà tra le priorità per
i prossimi due anni di governo, ovvero quelli che rimangono prima
delle elezioni presidenziali del 2012.

 

Inoltre, la metà dei deputati eletti lo scorso 2
novembre non crede che dietro ai cambiamenti climatici vi sia la
mano dell’uomo.

Ma non tutto è perduto. In California, infatti, la
Proposition 23, ovvero il referendum contro la legge sul clima
varata dal governatore uscente Arnold Schwarzenegger, è
stata bocciata. Oltre il 61 per cento dei californiani ha deciso di
mantenere le misure verdi anche in tempo di crisi. Anzi,
soprattutto in tempo di crisi.

La legge californiana sui cambiamenti climatici voluta dall’ex
governatore Arnold Schwarznegger impone di porre un controllo alle
emissioni di gas serra tramite investimenti sulle energie
rinnovabili.

 

La Proposition 23, sostenuta dalla lobby del petrolio avrebbe
voluto abrogare tale legge almeno fino a che il tasso di
disoccupazione dello Stato della California – attualmente al 12,4%
– non fosse sceso al 5,5% e rimasto su tali livelli per almeno un
anno.

 

La legge sul clima della California è considerata tra
le più “verdi” degli interi Stati Uniti ed è stata
indicata da Obama come un modello da riprendere su scala federale.
La Prop 23 è stata respinta con il 61,3 per cento di voti
contrari.

 

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