Status del naturopata, in Europa

Tuttavia il Naturopata può esercitare liberamente la professione, se le persone che gli si rivolgono sono informate di non trovarsi in presenza di un medico

Regno Unito
L’esercizio della professione di naturopata è tutelato e
garantito dalle associazioni professionali: la British Naturopathic
and Osteophatic Association (BNOA) e la Incorporated Society of
Registered Naturopaths (ISRN). Ai naturopati è consentito
firmare I certificati di malattia o di inabilità al lavoro,
che il Ministero della Sanità inglese, riconosce alla
stregua di quelli rilasciati dai medici.

Paesi Bassi
Nel novembre 1993 è stata adottata una Legge relativa alle
professioni del settore delle cure mediche individuali. In linea di
principio essa autorizza chiunque ad esercitare la prassi medica.
La legge enumera tuttavia gli atti riservati e cioè che
possono essere praticati solamente da terapeuti autorizzati.

Germania
La libertà di cura esiste dal 1873 e la professione di
Heilpraktiker (medico pratico) è riconosciuta dal 1939; non
è richiesta una formazione specifica ma il superamento di un
esame, un periodo di praticantato e l’ iscrizione ad un Registro
professionale.

Danimarca e Svezia
Medici e non medici possono esercitare le medicine non
convenzionali entro certi limiti fissati dalla legge (L. del 14
maggi 1970 e L. n° 409 del 1960).

In Italia, la Costituzione recita: “La Repubblica tutela la
salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della
comunità. Nessuno può essere obbligato ad un
determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”
(Art. 32) e lascia intendere che ogni cittadino abbia la
possibilità di curarsi in vari modi. Di fatto, però,
lo Stato attualmente si fa garante solo di una sola forma di
medicina e non offre tutela a chi sceglie di seguire strade diverse
(si veda, a tale proposito la vicenda del Dott. Di Bella). La
nostra legislazione non prevede infatti, per il momento, alcuna
regolamentazione per il settore delle cosiddette “medicine non
convenzionali”. Tuttavia il Naturopata può esercitare
liberamente la professione, se le persone che gli si rivolgono sono
informate di non trovarsi in presenza di un medico e che quindi le
valutazioni espresse e gli eventuali consigli non avvengono in
questo contesto.
Inoltre, ricorda Rudy Lanza, fondatore dela prima scuola di
naturopatia in Italia, “il 15 ottobre 2002 è stata approvata
in Piemonte la prima legge itliana che riconosce e regolamenta la
pratica, nell’ambito regionale, della naturopatia e delle altre
terapie non convenzionali, da parte di medici e non medici. Anche
altre regioni hanno rivendicato un propria autonomia legislativa in
materia, sull’esempio del Piemonte”. Per quanto riguarda il
progetto di legge nazionale, la commissione parlamentare,
coordinata dall’On. Lucchese, sembra che a breve riuscirà
finalmente a formulare una proposta definitiva, ma essendo
fortissime le spinte negative da parte delle lobby delle case
farmaceutiche e dei medici, si prevede che si arenerà in
Senato.

Iter formativo
Corso quadriennale che prevede, presso Scuole di Formazione
private, lo studio integrato e comparato di tutte le materie
naturopatiche oltre a quelle di antiche tradizioni di “cura”, come
ad esempio la Medicina Tradizionale Cinese e l’Ayurveda. Vengono
studiate anche discipline la cui origine è più
recente, come ad esempio l’Iridologia e la Geobiologia e delle
materie che spiegano la struttura e il funzionamento del corpo
(anatomia e fisiologia) secondo la medicina “ufficiale”.

Consigli
Verificare la serietà, l’esperienza della scuola e il piano
di studi, ma anche il numero degli iscritti, che è
inversamente proporzionale all’effettiva possibilità di
apprendimento e approfondimento. Se si esclude l’esperienza
piemontese, ricordatevi che il diploma di naturopata,in Italia, non
ha ancora alcun valore legale.

Gabriele Bettoschi

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