Stefano Apuzzo: “Due missioni verdi in Africa”

Stanno per vedere la luce due progetti ambientali all’avanguardia, in Africa. In Gabon sta nascendo una rete Internet “verde”. E in Congo, si lavora per far creare nuove strutture d’assistenza.

Partiamo da primo progetto, in Gabon. Internet “verde”,
di che si tratta?
In Gabon, uno dei Paesi al mondo con
la più alta concentrazione di biodiversità e foreste
pluviali, vado a concludere un progetto di trasferimento
tecnologico per conto di Amici della Terra, finanziato dalla
Regione Lombardia.
Con l’associazione ambientalista gabonese Brainforest
abbiamo aperto un Internet point “verde”, ovvero dedicato
all’ambiente ed un centro di formazione all’informatica.
Anche grazie a questo aiuto, oggi Brainforest è più
forte e può condurre con maggior efficacia la sua battaglia
ultra decennale per salvare le foreste africane del Bacino del
Congo dalla distruzione e dalla rapina del legno. Si tratta di un
Progetto, “Africa in Rete”, da me ideato e voluto nel 2000, che
affonda le radici fin dal 1992 in una delle aree più belle
ed integre di foresta primaria pluviale d’Africa.

In Congo, invece, l’ex Zaire, c’è una missione di
“verifica e controllo”, su cosa?
è condotta per
conto di Pro Africa che ha finanziato la costruzione di un
ambulatorio e sta lavorando per l’attivazione di un laboratorio
didattico, di formazione artigianale e di falegnameria.
In questo caso, la collaborazione è aperta con un gruppo di
missionari cattolici presenti nella zona di Boma e porterà
alla spedizione di un secondo container di aiuti, presumibilmente
il prossimo luglio – agosto. Nel 2004 a Boma giunse, via mare,
approdando al porto di Banana, il primo container con medicinali,
stoffe, materiale didattico, biciclette e vestiti.
Ogni spedizione di un container ci costa 6.000 euro di solo
trasporto.

Ci hai scritto che si tratta non di fornire mezzi di
sussistenza, bensì di spingere verso l’auto-aiuto: è
questo lo spirito, giusto?
Si tratta di iniziative che
hanno un carattere di solidarietà, ma soprattutto di
supporto all’auto-aiuto, per rafforzare le difese immunitarie delle
popolazioni del continente e la capacità di reagire di
fronte alla rapina delle risorse e della natura, per lo più
pianificata nelle capitali europee e occidentali.
In Gabon, Internet ed i computer aiutano a mettere in rete le
conoscenze e a rendere più incisive le battaglie
ambientaliste.
In Congo, la possibilità di lavorare in loco il legno crea
valore aggiunto, aumenta le opportunità di introiti
economici e riduce emblematicamente la massa di legno grezzo
esportato senza alcun valore aggiunto.

Prossimi passi? Sappiamo di un progetto per portare
l’acqua potabile ed energia solare…
Infine, con un
gruppo di Comuni della provincia di Milano e con un amico che
lavora al CNR di Milano stiamo finanziando un prototipo di
dissalatore-depuratore di acqua ad energia solare che, al momento,
produrrà circa 12 litri di acqua al giorno e che presto
sarà trasferito in Etiopia.
Il dissalatore solare dissala l’acqua del mare (che l’Etiopia non
ha) e inoltre depura l’acqua fangosa o inquinata (causa di morte
per milioni di persone in Africa, soprattutto bambini). Se il
prototipo funzionerà a dovere, intendiamo riprodurlo su
scala più vasta e con portata di litri maggiore.
Con gli stessi Comuni del sud Milano, capofila la Città di
Rozzano, stiamo partecipando ad un progetto dei Centri Rousseau di
cooperazione e solidarietà con il campo profughi palestinese
di Shu’fat, nei pressi di Gerusalemme. Accoglieremo in Italia
alcuni bambini e bambine che devono subire interventi e cure
delicati, un gruppo di bambini saranno nostri ospiti a Rozzano il
prossimo luglio per un campo vacanza ed a loro doneremo quaderni e
materiale didattico personalizzato. Ai primi di ottobre, una
delegazione di Sindaci e Assessori si recherà presso il
campo profughi palestinese per i progetti di cooperazione e
scambio.

 

Articoli correlati