Storia (a lieto fine) del delfino C6

Attaccato da uno squalo, un delfino chiamato C6 torna libero dopo sei mesi di cure.

Sono passate quasi due settimane e il “bip bip” emesso dal
segnalatore acustico, fissato sulla pinna dorsale di C6, continua a
condurci sino da lui.
Sta bene, è ritornato nel suo territorio insieme al suo
gruppo.

C6 è un delfino della specie Tursiops truncatus, trovato il
31 agosto 2000 in fin di vita nell’Indian River Lagoon, in Florida
a nord di Miami.
I ricercatori dell’Harbor Branch Oceanographic Istitution (HBOI),
lo hanno soccorso e curato e, sotto i riflettori della stampa
internazionale, lo hanno rilasciato dopo sei mesi. Era stato
attaccato da uno squalo, forse due, il corpo ricoperto da ferite
profonde. Era difficile prevedere che sarebbe sopravvissuto.
Dice Steve Mc Culloch, direttore del progetto Mammiferi marini: “C6
è uno dei membri della popolazioni di delfini dell’Indian
River Lagoon che stiamo studiando da quattro anni. Quando lo
abbiamo trovato, cercava di tenersi in superficie per non annegare;
perdeva molto sangue. È probabile che sia stato attaccato,
perché era già debilitato”.

Per sei mesi, C6 è stato disinfettato tutti i giorni
più volte al giorno. I ricercatori hanno fatto molta
attenzione che non si affezionasse loro, rispettando il suo essere
selvatico. Animal & Nature era presente il giorno del rilascio
e accompagnava una troupe della RAI.

Dice Giuli Cordara: “I delfini selvatici che sopravvivono alle cure
degli esseri umani si contano sulla punta delle dita. Anche qui in
America, dove sono più esperti e preparati che da noi, solo
lo stress da cattura e da cattività seppur temporanea
rischia di ucciderli. Ho visto lavorare questi ragazzi
straordinari: non hanno ceduto nemmeno alla tentazione di dare una
carezza al delfino in tutto questo tempo”.

A C6, il giorno del rilascio è stato applicato un radio
trasmettitore sulla pinna dorsale. Grazie ad un segnale acustico ed
una antenna mobile sarà possibile seguire i movimenti del
delfino per 90 giorni e raccogliere quindi dei dati interessanti
per lo studio in corso sulla popolazione di tursiopi dell’Indian
River. Dopo 90 giorni la piccola trasmittente (circa 3 cm) si
disintegrerà, lasciando solo un piccolo foro nella pinna del
delfino, foro che lo renderà facilmente riconoscibile alla
fotoidentificazione.

Giuli Cordara e Ancf si battono da anni contro la cattività
dei Mammiferi marini, contro i delfinari: “Questo è quello
che dovrebbero fare i delfinari: offrirci questi spettacoli. Essere
centri di soccorso, curare e rilasciare. E cercare di rilasciare
anche quei delfini a cui hanno rubato la libertà. Ho visto
C6, paziente, scivolare dalla barella nelle acque libere; per un
attimo è sembrato disorientato, poi, come un fulmine, si
è diretto al largo e ci ha offerto due salti nelle onde,
già lontano. Mi sono girata e piangevano tutti, applaudivano
e piangevano”.

Giuli Cordara
Presidente Ancf

Articoli correlati