Sulle orme del ghiacciaio

Il nostro futuro dipende anche da quello dei ghiacciai. Studiare un ghiacciaio fornisce indicazioni sui cambiamenti climatici e sullo stato di salute di un ecosistema.

Studiare la ritirata dei ghiacciai alpini e la
morfologia dell’alta montagna non serve solo per capire come sta
cambiando il clima in Italia, ma anche per prevedere l’evoluzione
di tutto il nostro ecosistema. Si può racchiudere in questo
concetto di unità l’importanza del progetto di ricerca
scientifica sul campo nato nel 2007 grazie alla spinta del
dipartimento di Scienze della Terra dell’Università
degli Studi di Milano
e di Levissima, in collaborazione con
Ev-K2-Cnr e il Comitato glaciologico
italiano
(Cgi).

I risultati sono stati presentati martedì
27 novembre a Milano durante l’incontro dal titolo “Acqua,
ghiacciai e cambiamenti climatici” che ha mostrato i dati raccolti
sul ghiacciaio Dosdè (Cima Piazzi, alta Valtellina) dove, da
cinque anni, è stata installata una stazione meteorologica per
controllare l’aumento della temperatura media nella regione. Nel
1981 il Dosdè orientale aveva una superficie di 1,12
chilometri quadrati, nel 2007 era pari a 0,71.

I ghiacciai come indicatori del
clima

Secondo il professor Claudio Smiraglia, a capo dello studio, “il
glacismo è ormai considerato l’indicatore più affidabile
delle trasformazioni climatiche in atto”, da qui l’esigenza di un
progetto che monitori gli sviluppi futuri. Durante l’incontro,
infatti, è stata annunciata l’elaborazione di un nuovo catasto
dei ghiacciai italiani che permetterà di quantificarne la
contrazione.

Il primo catasto nazionale risale al 1962
quando il Cgi aveva contato 838 corpi glaciali estesi su una
superficie di 525 chilometri quadrati. Nel 1989 erano diventati 807
per una superficie di 482 chilometri quadrati. Un calo pari a circa
1,5 chilometri quadrati all’anno.

Il nuovo catasto dei ghiacciai
I dati del censimento verranno ricavati attraverso foto aeree,
immagini satellitari, cartografia e documenti storici. La
previsione è che, nonostante la superficie totale stia
calando, il numero di ghiacciai sia in aumento a causa di una
progressiva frammentazione di quelli preesistenti. Lo scopo finale
è cercare di capire come evolverà l’ecosistema alpino da
cui dipende gran parte della popolazione italiana ed europea.
Soprattutto in termini di approvvigionamento idrico, un aspetto che
sarà fonte di non pochi problemi nel prossimo futuro.

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