Tatto, atto, contatto

La pelle: il senso dei sensi, della percezione intima del proprio corpo e di quello altrui.

La primavera e l’estate sono stagioni di allegria in cui gli abiti
si fanno leggeri, la pelle respira ed entriamo in contatto con
elementi vitali della natura: l’aria, l’acqua, il sole, la terra su
cui ci si stende. Un ritorno alla vita segnalato dal risveglio dei
sensi, che coinvolge prima di tutto la pelle: il senso dei sensi,
della percezione intima del proprio corpo e di quello altrui.

Senza il tatto, l’amore sarebbe impossibile, perché è
proprio attraverso di esso che due esseri entrano in contatto,
comunicano senza parole, si fondono. Il gioco amoroso è un
viaggio nelle emozioni del corpo, dove gli amanti dovrebbero
sfinirsi di carezze prima di abbandonarsi l’uno all’altro.
Attraverso la pelle scorre il piacere e l’energia profonda della
sessualità, una carica rigenerante di cui non possiamo fare
a meno.

Ma l’atto d’amore è una risorsa di bellezza ed energia solo
a patto, che venga praticato da corpi liberi di esprimere, senza
tabù, le diverse vibrazioni, capaci di rilevare la
differenza tra pulsioni sessuali e percezioni sensoriali, intime e
coinvolgenti.

L’amore fisico è necessario all’equilibrio e all’armonia di
tutti gli esseri umani, rinunciarvi significa inaridirsi sia nel
fisico che nella psiche. La castità è a priori contro
natura, accettabile solo nei casi in cui l’individuo si prefigge
degli ideali, che siano in grado di compensare un tale sacrificio.
Solo in questo caso si riesce a sostituire l’energia sessuale con
un’altra di origine spirituale.

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