Teoria del massaggio centrato sui meridiani e la circolazione dell’energia

Attraverso la respirazione penetra nel corpo umano un’energia che lo mantiene in vita. In India questa energia viene chiamata prana, in Cina chi, in Giappone ki.

In concetto occidentale più prossimo a questa entità
è quello di “anima” o meglio di “spirito”, sebbene questi
termini assumano nella nostra cultura connotazioni religiose.

L’energia si diffonde nel corpo attraverso dei canali detti appunto
“meridiani”.

La libera circolazione dell’energia è essenziale al
benessere degli organi, che grazie ad essa si rigenerano e sono in
grado di reagire alle aggressioni patologiche. Quando un meridiano
funziona male si crea un blocco energetico che indebolisce gli
organi collegati ad esso determinando cause fisiche (dolori,
traumi..) o psicologiche (stress, tensioni emotive..). Compito del
massaggio tailandese è riattivare il flusso energetico
all’interno dei canali di scorrimento potenziando le
capacità di autoguarigione del corpo.

Le compressioni e le digitopressioni esercitate dal massaggio
riattivano il circuito venoso e quello linfatico, svolgono
un’efficace azione di “scollamento” della muscolatura apportando un
sensibile miglioramento al tessuto connettivo e drenano i liquido
che ristagnano in eccesso. Inoltre, gli stiramenti e le
immobilizzazioni decontraggono i muscoli, ottimizzando i movimenti
articolari e la postura. L’allungamento muscolare fa sì che
i tendini agiscano meglio sulle articolazioni e sulle giunture
ossee, favorendo l’assimilazione del calcio.

In realtà i principi fondamentali del massaggio thai sono
estremamente semplici e il suo obiettivo è comune a molte
pratiche naturopate: aiutare il corpo a diventare guaritore di se
stesso.

Enrico Corsi
Red Edizioni

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