Terapia Cranio Sacrale: mani, mente, cuore

Un approccio delicato e rispettoso della complessit

La palpazione attraverso le mani impiega tutti i sensi, la mente e
il cuore per sentire il “respiro della vita”. E’ la stessa
sensibilità che ci può far ascoltare le vibrazioni di
un albero o di un fiore e che possiamo intuitivamente paragonare
alla fonte originaria dell’energia vivente.

La sua dimensione è l’ascolto. Si deve saper attendere con
attenzione, che il corpo del paziente si esprima e inizi il suo
racconto. Non si tratta perciò di fare qualcosa, ma, al
contrario, di unirsi al paziente attraverso il contatto con il suo
corpo e di iniziare a conoscere lui e la sua storia personale.

Grazie alla comprensione delle strutture che regolano il sistema
craniosacrale, alla raffinata arte della palpazione e alle
manifestazioni del ritmo respiratorio primario si arriva a
percepire i movimenti fluidi ed energetici del paziente, i suoi
impulsi, o motori embriologici, fino a gettare uno sguardo nel suo
cuore e a raggiungere il suo “punto di quiete”. Tutti fattori che
contribuiscono a darci la dimensione della sua fonte potenziale di
salute.

L’impulso terapeutico consiste nell’unirsi ai ritmi e alle energie,
che si manifestano nelle strutture anatomiche, piuttosto che
nell’esecuzione meccanica di una tecnica.
Nel suo approccio al paziente, l’azione del terapista passa molto
in secondo piano, mentre viene esaltata la sua ricettività.
In tal modo gli è possibile seguire, nel grande mare
mesenchimale, il potenziale e il senso. E’ in questo modo che
l’organismo può nuovamente orientarsi verso un’esperienza
diretta e spostarsi dal fulcro della malattia al fulcro della
salute.

Maderu Pincione

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