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The Guardian: Monsanto abbandona il progetto mondiale di frumento ogm

Dopo sette anni di ricerche e milioni di dollari investiti, Monsanto si arrende, e rinuncia a introdurre il grano transgenico sul mercato mondiale.

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La decisione annunciata ieri, 10 maggio 2004, è dovuta alle pressioni degli stessi coltivatori americani e canadesi, che temevano il collasso delle esportazioni verso i ricchissimi mercati di Europa e Giappone. Gli importatori, soprattutto italiani, avevano minacciato che, qualora il grano fosse stato transgenico, avrebbero bloccato tutte le importazioni.

Nel comunicato di ieri Carl Casale, vicepresidente Monsanto, dichiara: “Come risultato del dialogo con i leader dell’industria, riconosciamo che le opportunità di business con il grano sono meno attraenti rispetto alle altre priorità commerciali Monsanto”. Secondo Sue Mayer di Genewatch, un gruppo di informazione critica sugli OGM, “è stupefacente, straordinario, Monsanto è stata sconfessata proprio sul suo nuovo progetto di bandiera. E’ una grande sconfitta. Devono aver fiutato un terribile contraccolpo”.

Negli ultimi 10 anni, Europa e Giappone hanno comprato il 45 per cento del grano esportato dagli USA: circa 5,5 milioni di tonnellate di grano americano arrivano ogni anno sulle nostre tavole, per la nostra pasta, il nostro pane. Gran parte del pane prodotto in Europa, infatti, si fa con il grano nordamericano.

Comunque, Monsanto ha ancora qualche speranza: se la causa degli USA contro l’Europa intentata al Wto dovesse dichiarare illegale il blocco delle importazioni ogm, Monsanto è pronta a “lavorare con i legislatori” per commercializzare anche il suo frumento ogm.

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