Tim Page, Sony: “Nè LCD nè Plasma, è un nuovo tipo di TV”

Siamo a Berlino, all'”eco-media briefing 2008″, davanti una TV col primo schermo OLED in commercio al mondo. Piccolina, per ora, 11 pollici.

OLED significa “diodi (o display) che emettono luce”: è
un nuovo tipo di TV, di schermo. Il fatto chiave è che emette
la sua propria luce. Per questo è così sottile: 3
millimetri, sottile come una carta di credito, una moneta. Ed
è per questo che le immagini sono di qualità
sorprendente, decine di volte migliori degli LCD.

Tecnicamente, perché i “neri” son così
profondi?
Perché nei tratti con ombre o nelle
immagini col nero dentro l’OLED lì si spegne. Cioè,
per esempio, se c’è un’immagine notturna, è
esattamente come vedere un cielo scuro da una finestra. Nei tratti
scuri l’OLED non fa luce, realmente.

E invece perché i colori sono così
vividi?
Il materiale OLED in sé ha un’ampio
range di colori, più ampio di ogni LCD. Ecco perché,
qui, ora, noi stiamo vedendo immagini che scorrono di una donna
intenta al make-up, di un fiore giallo… sembra davvero che
si possano toccare, per la profondità, per i dettagli, la
risoluzione, i colori.

Ok, questi sono vantaggi di qualità, di
lifestyle; e quelli ecologici?
Siccome genera da
sé la luce e i colori, lo schermo non ha bisogno di
retroilluminazione come gli LCD; non ne abbiamo bisogno
perché l’OLED crea da sé la luce. Meno componenti per
assemblare la TV, niente luce quindi niente mercurio, minori
consumi d’energia. Lo si può definire un prodotto verde.
Al momento, esiste solo di 11 pollici, ma abbiamo già
investito in ricerca e stabilimenti: è probabile che in
pochi anni li vedremo di maggiori dimensioni.

Stiamo parlando di TV ma si direbbe un display
funzionale per molte altre applicazioni, per esempio nei computer
portatili…
Sì, sui laptop, o sulle auto,
sugli schienali posteriori anche di aeroplani (Japan Airlines li
sta già sperimentando nelle executive lounge), stiamo
discutendo su usi professionali, scientifici, insomma per tutti gli
usi pensabili per schermi sottili e leggeri e ad alta definizione e
luminosità. Pensiamo a un nuovo tipo di videconferenze,
più realistico e coinvolgente… Insomma il focus
è questo, un design sottile, senza circuiti o componenti
dietro.

Meno componenti significa anche che sarà
più facile da smontare e riciclare?
Certo!
È più facile riciclarlo, è uno schermo light,
sottile, niente retroilluminazione, in termini ambientali è
molto più friendly… e poi (sorride) guardate qui
queste fragole sullo schermo, viene voglia di prenderle e mangiarle
tanto sembrano buone!…

Grazie a Tim Page, Technology Marketing Manager, Sony TV
Operations Europe.

Articoli correlati

Tim Page, Sony: “Nè LCD nè plasma, è un nuovo tipo di tv”

Siamo a Berlino, all'”eco-media briefing 2008″, davanti una televisione col primo schermo OLED in commercio al mondo. Piccolina, per ora, 11 pollici.

Tecnicamente, perché i “neri” son così
profondi?
Perché nei tratti con ombre o nelle
immagini col nero dentro l’OLED lì si spegne. Cioè,
per esempio, se c’è un’immagine notturna, è
esattamente come vedere un cielo scuro da una finestra. Nei tratti
scuri l’OLED non fa luce, realmente.

E invece perché i colori sono così
vividi?
Il materiale OLED in sé ha un’ampio
range di colori, più ampio di ogni LCD. Ecco perché,
qui, ora, noi stiamo vedendo immagini che scorrono di una donna
intenta al make-up, di un fiore giallo… sembra davvero che
si possano toccare, per la profondità, per i dettagli, la
risoluzione, i colori.

Ok, questi sono vantaggi di qualità, di
lifestyle; e quelli ecologici?
Siccome genera da
sé la luce e i colori, lo schermo non ha bisogno di
retroilluminazione come gli LCD; non ne abbiamo bisogno
perché l’OLED crea da sé la luce. Meno componenti per
assemblare la tv, niente luce quindi niente mercurio, minori
consumi d’energia. Lo si può definire un prodotto verde.
Al momento, esiste solo di 11 pollici, ma abbiamo già
investito in ricerca e stabilimenti: è probabile che in
pochi anni li vedremo di maggiori dimensioni.

Stiamo parlando di TV ma si direbbe un display
funzionale per molte altre applicazioni, per esempio nei computer
portatili…
Sì, sui laptop, o sulle auto,
sugli schienali posteriori anche di aeroplani (Japan Airlines li
sta già sperimentando nelle executive lounge), stiamo
discutendo su usi professionali, scientifici, insomma per tutti gli
usi pensabili per schermi sottili e leggeri e ad alta definizione e
luminosità. Pensiamo a un nuovo tipo di videconferenze,
più realistico e coinvolgente… Insomma il focus
è questo, un design sottile, senza circuiti o componenti
dietro.

Meno componenti significa anche che sarà
più facile da smontare e riciclare?
Certo!
È più facile riciclarlo, è uno schermo light,
sottile, niente retroilluminazione, in termini ambientali è
molto più friendly… e poi (sorride) guardate qui
queste fragole sullo schermo, viene voglia di prenderle e mangiarle
tanto sembrano buone!…

Grazie a Tim Page, Technology Marketing Manager, Sony TV
Operations Europe.

Articoli correlati