Traccia dello sviluppo storico del Budo

La via del guerriero, tradizionalmente associata alle arti marziali, si evolve nel corso di millenni, dall’era preistorica a quella feudale, dall’epoca delle grandi guerre sino all’era moderna.

Possiamo dividere la storia del Budo in quattro periodi:

Il Budo dei Kami, il Budo dei racconti mitologici, delle antiche
gesta dei primi abitanti del Giappone come appaiono nel Kojiki e
nel Nihongi, in cui i giapponesi si presentano subito come un
popolo guerriero dotato di grande coraggio e di dedizione mistica
tra vassallo e signore che risale al sistema patriarcale dei tempi
prefeudali e persino preistorici. E’ dunque nell’antica religione
dei Kami, nello shintoismo che si possono individuare le prime
tracce di una via del guerriero.

Il Budo tradizionale dei racconti epici giapponesi, il vero e
proprio Budo delle grandi guerre. Durato oltre quattrocento anni,
ebbe il suo inizio nel periodo Kamakura (1185) proseguì con
l’epoca Ashikaga e Momojama, si concluse all’inizio del XVII secolo
e si sviluppò nello spirito Zen.

Il Budo dello Shogunato è il Budo classico, delle grandi
scuole e delle diverse correnti filosofiche. Iniziò con il
periodo Tokugawa (1603) ed ebbe termine con la fine della
società feudale (1868). Si sviluppò in un periodo di
pace sotto l’influsso prevalente delle dottrine del
neo-confucianesimo.

Il Budo moderno nazionalista, va dalla restaurazione Meiji (1868)
alla fine della guerra del pacifico. Dopo lo scioglimento
dell’antica casta guerriera dei samurai e dell’ingresso del
Giappone nell’epoca industriale vi è la ripresa dei principi
fondamentali del Bushido tra tutto il popolo. La dottrina dominante
e lo Shintoismo di stato nel suo legame patriottico e mistico verso
l’imperatore.


Alessandro Ormas

Insegnante di Kobudo, IV dan Hontai Yoshin Ryu

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