Tradizione e disciplina: indicazioni teoriche e pratiche

Nel dojo va tenuto un comportamento che rispecchi la tradizione dell’Aikido ed il modo di essere dell’aikidoka.

Il buon aikidoka deve superare i peggiori nemici del Budo: la
collera, la paura, il timore, il dolore, l’esitazione, il disprezzo
e la vanità; e deve acquisire una grande fermezza d’animo e
un immenso coraggio.

La strada per raggiungere un simile risultato passa attraverso un
continuo lavoro su se stessi e con gli altri; è per
ciò che il rispetto di semplici regole di educazione, di
convivenza e di reciproca stima diventano fondamento per lo
svolgimento di una lezione efficace e per un altrettanto efficace
apprendimento.

Come per tutto ciò che caratterizza la nostra
Società, anche nella pratica dell’Aikido è necessario
che vengano stabiliti punti di riferimento e fondamenti
organizzativi: praticare è fatica e sapere quali sono le
caratteristiche che accomunano i dojo di Aikido non solo ci fa
sentire parte di questo mondo, ma altresì ci permette di
poter accedere a dojo diversi senza il timore delle regole non
conosciute.
A nessuno piace sentirsi escluso; tutti noi siamo e vogliamo essere
parte di una comunità.

In tutto il mondo, una lezione di Aikido ha caratteristiche comuni
alle altre, e per dare a ciascuno un piccolo “vademecum”,qui
sono riportate
alcune indicazioni di carattere generale e
specifico, imparando le quali sarà poi semplice dedicare
tutte le proprie risorse ed i propri sforzi all’apprendimento.

Sono piccoli accorgimenti che ci permettono di instaurare e
mantenere un corretto rapporto di convivenza con gli allievi di un
dojo, e di trarre il massimo risultato sia sotto il profilo
personale che interpersonale.

Florindo Baldo

 

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