Traffico, Londra punta sul pedaggio

Londra, per far fronte al problema dell’inquinamento, ha introdotto un pedaggio per un’area di circa 20 chilometri quadrati, chiamata “congestion charging zone”.

Nelle nostre città, quando l’inquinamento supera certi
livelli, partono le targhe alterne. Un provvedimento molto
discusso, perchè privilegia proprio chi ha più auto e
causa il maggior inquinamento.
A Londra hanno deciso di affrontare la stessa situazione facendo
pagare un pedaggio per un’area di circa 20 chilometri quadrati,
chiamata “congestion charging zone”. Il pedaggio viene pagato dalle
7 alle 18,30, dal lunedì al venerdì. Sono esentati i
veicoli dei disabili, dei residenti e i veicoli alimentati a
carburanti a basso impatto ambientale.

Una simile misura funzionerebbe anche da noi? Secondo Legambiente
le esperienze più consolidate di road pricing (Oslo e
Singapore) evidenziano, dal momento dell’introduzione del ticket,
una immediata riduzione del traffico privato del 10-15%. Inoltre la
riduzione del traffico aumenta la velocità media dei mezzi
pubblici di superficie, consentendo – a parità di mezzi
pubblici – di aumentare la frequenza e il numero delle corse,
rendendo più efficiente il trasporto passeggeri.

Il pedaggio incide sugli spostamenti quotidiani e non su quelli
occasionali, in quanto colpisce le persone che quotidianamente
usano la macchina per i propri spostamenti. Il road pricing invita
avarie forme di condivisione come il car pooling: accordotra
colleghi e amici per utilizzare una sola auto e dividere i costi
del ticket di accesso. Le entrate derivanti dal pedaggio sono utili
solo se usate per migliorare il trasporto pubblico.

In Germania un ente pubblico ha fatto fare uno studio sul problema,
con la conclusione che il pedaggio è un mezzo inadatto a una
moderna politica della viabilità urbana. I motivi principali
sono: l’immagine dell’auto privata come status symbol aumenta
mentre i mezzi pubblici vengono psicologicamente discreditati.
Cioè, il mezzo pubblico verrebbe maggiormente usato da chi
non si può permettere il costo del pedaggio, rendendo
visibile l’appartenenza sociale. Inoltre è un sistema di
controllo efficace ma molto costoso.

Si tratta di due approcci al problema completamente diversi.
Ambedue danno spunti per riflettere prima di una decisione. Si
tratta comunque di esperimenti che evitano di affrontare il vero
problema che è strutturale e coinvolge direttamente il mezzo
auto. Per ora si preferisce trovare modi per far usare meno l’auto
privata, facendola diventare da necessità a mezzo
occasionale, scoraggiandone l’uso con l’aumento dei costi.


Rita Imwinkelried

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