Trionfa in Europa il genio italiano. Ed è bio

Possono trasformarsi in sacchetti, posate e pneumatici. Sono plastiche. Ma si degradano come una buccia di mela. Le bio-plastiche italiane sono l’invenzione dell’anno in Europa. A colloquio con la ricercatrice e imprenditrice a capo di Novamont, Catia Bastioli.

Si è aggiudicata il titolo di “inventore europeo 2007”.
La novarese Novamont, azienda leader nel campo delle plastiche

biodegradabili
, ha sbaragliato la concorrenza tra le
piccole e medie imprese nei 27 paesi dell’Unione Europea.

“È un riconoscimento all’idea che diviene realtà
economica in chiave ambientale. All’inizio ci credevano pazzi, ma
oggi siamo leader in una nicchia che ha grandi possibilità
di sviluppo”, ha detto a LifeGate Catia Bastioli.

Non è il primo premio nel palmares dell’impresa italiana,
ma è il più importante a livello europeo. Per questa
edizione i 3.500 esaminatori dell’Ufficio Brevetti Europeo hanno
pre-selezionato le migliori
invenzioni brevettate
tra il 1992 e il 2001.

Poi una giuria di esperti internazionali ne ha nominate tre per
ogni categoria:
industria
, pmi/ricerca, paesi non-europei e carriera.
Infine ha proclamato i vincitori a Monaco mercoledì scorso
(18 aprile).

“Siamo stati premiati per i brevetti nel campo delle
bio-plastiche ottenute da amidi compressati”. Cioè da

mais
,
patate
, tapioca, ecc. Che, ad esempio,
possono diventare posate biodegradabili, sacchetti per la raccolta
differenziata o confezioni per alimenti (per ora solo nei
supermarcati inglesi Sainsbury’s).

E non solo. “Le nano-particelle d’amido vengono usate anche per
rinforzare le gomme delle auto: in questo modo è possibile
consumare meno carburante e ridurre le emissioni di CO2”.


Gianluca Cazzaniga

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