Tutela legale per gli emarginati

Dal gruppo “Avvocati di Strada”, nasce l’associazione pi

Obbligo di adempiere ai doveri inderogabili di solidarietà,
obbligo di adoperarsi affinché tutti i cittadini abbiano
pari dignità sociale e siano uguali davanti alla legge. E’
scritto nella nostra Costituzione. Articoli due e tre.

Gli avvocati italiani ci giurano sopra. Ma allora perché
la stragrande maggioranza di quelli che offrono gratuitamente le
proprie prestazioni professionali alle fasce socialmente
deboli
, e ce ne sono parecchi, lo fa in sordina, quasi
fosse un’onta?

Antonio Papi Rossi, avvocato della sede milanese dello studio
legale Orrick, Herrington & Sutcliffe LLPP, che ha uffici in
tutto il mondo, ne fa invece motivo di orgoglio ed è
sostenuto in questo dai titolari sia dell’ufficio milanese sia di
quello di San Francisco: “Tutto è iniziato da un’idea di
Ermanno Azzali, il fondatore della Cena
dell’Amicizia
, associazione di volontariato che si
occupa dal 1968 di gravi emarginati
sociali
e di persone senza dimora, cui collaboro da
quando ero adolescente. Le fasce sociali a cui appartengono i
nostri “ospiti”, come noi li chiamiamo, hanno spesso problemi di
tipo legale e se è pur vero che in ottemperanza alla
costituzione esiste il gratuito patrocinio per i processi, questo
non contempla le consulenze, molto più richieste, care e
impegnative anche in termini di tempo di quanto non si possa
immaginare.

Esisteva un problema, bisognava trovare una risposta:
così dal 2000 ho iniziato a occuparmi degli affari legali di
queste persone, prima da solo e usando il mio tempo libero, poi man
mano coinvolgendo altri colleghi, fino a costituire all’interno
della Cena dell’Amicizia il gruppo “Avvocati di Strada”, che
può contare oggi su una decina di professionisti che offrono
gratuitamente la propria opera.

Ho poi proposto…

Ho poi proposto all’avv. Guido Bardelli, partner milanese del
dipartimento di Diritto Amministrativo dello studio Orrick,
avvocato affermato e persona sensibile alle istanze sociali, di far
entrare come clienti a tutti gli effetti – seppur non paganti – le
persone da me seguite: la risposta è stata positiva ed
entusiasta ed ora esse dispongono gratuitamente di tutti i servizi
di uno degli studi più quotati sulla piazza di Milano, che
porta come un fiore all’occhiello questa iniziativa. La situazione
è poco frequente in Italia, mentre negli Stati Uniti il “pro
bono” è per gli studi legali un’attività molto
apprezzata, ritenuta doverosa e – perché no – un
investimento remunerativo per il ritorno in immagine.

Dopo tre anni di attività, il gruppo “Avvocati di Strada”
costituito presso la Cena
dell’Amicizia
ha curato, con Don Virginio Colmegna
della Caritas Ambrosiana, la costituzione di un’Associazione
più ampia, denominata “Avvocati per Niente”, che dovrebbe
coinvolgere una cinquantina dei più accreditati avvocati e
studi italiani e disporrà di una sede, di una segreteria e
di un coordinamento permanente. Questo consentirà di
fronteggiare meglio l’ingente richiesta di tutela legale da parte
delle persone socialmente emarginate.

E’ infatti assolutamente prioritario l’obiettivo della
qualità del servizio reso, perché gli “ultimi” hanno
spesso situazioni complesse da districare. Per assurdo auspico che
fra poco il “pro bono” diventi così prestigioso in Italia da
costringere i più richiesti studi legali a rispondere : non
abbiamo spazio per lei, spiacente, è troppo ricco….”.

Cornelia Pelletta
Cena dell’amicizia

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