Tutti gli strumenti per attuare il Protocollo di Kyoto

Per ridurre le emissioni di gas serra sono stati individuati tre meccanismi: Join Implementation, Emission Trading e Clean Development Mechanism. Ecco di cosa si tratta.

All’interno del Protocollo sono stati formalizzati questi tre
grandi strumenti per favorire l’attuazione degli obblighi e la
cooperazione internazionale.

La Join Implementation corrisponde grosso modo
ad un metodo di attuazione congiunta degli obblighi: è uno
strumento di cooperazione all’interno del gruppo di paesi ai quali
il Protocollo impone l’obbligo di riduzione. Questi paesi possono
decidere di formare un gruppo per attuare congiuntamente i loro
impegni, accordandosi al loro interno su di una distribuzione
diversa degli obblighi rispetto alla distribuzione prevista
originariamente da Kyoto, purchè venga rispettato l’obbligo
complessivo risultante dall’unione di tutti gli obblighi
individuali spettanti ai singoli paesi coinvolti.
L’accordo deve essere ufficializzato con la notificazione al
segretario della Convenzione quadro, il quale informerà
tutte le altre parti della Convenzione.
Nel caso fallisse l’azione congiunta, e non si raggiungesse
l’obbiettivo di riduzione comune, gli Stati rimarrebbero comunque
responsabili del rispetto dei propri obblighi individuali stabiliti
dal Protocollo.

L’Unione Europea utilizza la Join Implementation fin
dall’iniziale approvazione del Protocollo.

L’Emissione Trading invece, consiste in un
trasferimento e acquisto di diritti di emissione tra Paesi. Se un
Paese riesce a ridurre le proprie emissioni più della quota
assegnata può vendere la rimanente parte delle sue emissioni
consentite ad un altro Paese che non può raggiungere
l’obbiettivo che gli spetta.

La commercializzazione di diritti di emissione non è
però libera, ma sottostà ad una duplice
condizione:
1. tra Paese che cede e Paese acquista deve esistere una
cooperazione su un progetto finalizzato alla riduzione delle
emissioni.
2. il progetto deve essere già stato ufficializzato ed
approvato dai Paesi coinvolti.

Il Clean Development Mechanism riceve una
formulazione piuttosto ampia che lo identifica come un sistema di
collaborazione e cooperazione internazionale tra Pesi
industrializzati e Paesi in via di Sviluppo su programmi e progetti
congiunti che servano all’attuazione degli impegni contenuti nel
Protocollo e a dare impulso allo sviluppo sostenibile.
In pratica, i Paesi sviluppati possono decidere di ridurre tramite
compensazione parte delle proprie emissioni in paesi terzi con
progetti di trasferimento di tecnologie “verdi” o progetti per lo
sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili o anche di
valorizzazione del patrimonio forestale.

 

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